Tatanka, arte fa rima con libertà


di Cyril Weglarz 5 novembre 2025

Se i distillati, e in particolare il rum, sono la tua passione, probabilmente hai già incontrato bottiglie decorate recanti le grandi lettere TATANKA.

Queste opere, che raffigurano scene di vita creola in stile Naïf, sono tutte realizzate da artisti della Martinica attivi da oltre trent’anni.
È tempo di svelare l’origine di Tatanka e la sua influenza, che, come vedremo, va ben al di là del rum, conciliando impegno sociale e artigianato.

Oggi suddivisa tra Sainte-Luce e il sito della distilleria La Mauny, dove i suoi laboratori sono aperti da più di vent’anni, l’azienda Tatanka è il frutto di una storia essenzialmente familiare che risale ai primi anni ’90. Pierre Gué, insieme a sua madre Anne-Marie, al patrigno Olivier e al fratello Alexis, fonda la micro-impresa “Rhum & O”.

Anne-Marie, con un percorso professionale legato alla creazione pubblicitaria, concepisce il prodotto, mentre Olivier, uscito dalla scuola di belle arti di Bordeaux, disegna i primi modelli che fin dall’inizio decoreranno le bottiglie della distilleria Damoiseau, loro primo - e allora unico - cliente. L’avventura, inizialmente concepita come un hobby, dura quattro anni. 

Il successo arriva rapidamente e obbliga la famiglia, originaria di Bordeaux, a strutturarsi meglio: nel 1994, Rhum & O diventa ufficialmente (Les Ateliers) Tatanka, e apre un laboratorio in Dominica.

Vicino alla capitale Roseau, una decina di pittori riproduce le opere ideate dall’artista Richard Point. Grazie a lui, Tatanka fa un salto qualitativo nel campo artistico e accede a nuove partnership con altre distillerie, di cui parleremo più avanti.

Oltre alla pittura su bottiglie, Les Ateliers Tatanka riproducono scene di vita creola su altri supporti (barattoli di miele, di zucchero, ecc.), venduti in negozi in Guadalupa e Martinica.

Nel 1996, però, tutto cambia: Tatanka perde il laboratorio in Dominica.

Delusa e sull’orlo della disperazione, la famiglia Gué rischia di veder naufragare il progetto. Ma un incontro fortuito trasforma il destino dell'iniziativa…

Tatanka, un’avventura umana e umanista

Tornato in Martinica, Pierre Gué incontra casualmente Marc Salerneau. Pierre rischiava la chiusura, mentre Marc stava per assumere la direzione di un centro penitenziario in costruzione.

Pur senza apparenti legami precedenti, Marc propone a Pierre di animare in carcere un laboratorio di pittura per i detenuti. È un’occasione per Tatanka, che si reinventa.

Pierre inizia a tessere legami con i detenuti e trasferisce parte della produzione all’interno del carcere di Ducos.
Con un contratto di concessione, senza alcun sostegno statale, ottiene uno spazio dedicato dove forma operai per l’artigianato locale (pittura su vetro, ma anche su legno).
Molti detenuti “evadono” per un momento dalla realtà carceraria attraverso l’arte, guadagnando un reddito che, pur modesto, è benefico.

L’attività, prima stagionale, si intensifica. Nuove collaborazioni nascono con distillerie martinicane: Tatanka inizia a dipingere bottiglie speciali per Dillon e Depaz, e presto anche per Neisson, che dona al progetto visibilità internazionale.
In seguito si aggiungono Trois Rivières, La Mauny, Clément e Saint-James.

La distilleria Saint-James, attraverso Marc Sassier e il direttore Jean-Claude Benoit, supporta fortemente Tatanka, diventando fornitore esclusivo dei rum con le sue etichette per la grande distribuzione e i negozi turistici.

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Forti del successo in carcere, gli Ateliers Tatanka aprono dal 1997 altri laboratori in centri penitenziari: Anne-Marie Gué anima quello della prigione di Baie-Mahault in Guadalupa mentre, dal 2000 al 2004, Alexis e Pierre dirigono un laboratorio nel Centro di Detenzione Le Port a La Réunion. Sul posto, Tatanka collabora con la società Mascarin, che commissiona barattoli personalizzati per vendere il proprio zucchero.

L’attività commerciale va bene fino al 2011, quando problemi di salute tengono lontani Richard Point e Anne-Marie.
Restando solo al timone, Pierre fonda Tam Tam Production, per gestire la distribuzione esclusiva dei prodotti Tatanka.

Decide anche di diversificare le produzioni artistiche: pitture su legno e anche su piccoli contenitori come fiale da 20 cl.

Pierre lavora instancabilmente in Martinica, con l’obiettivo di rilanciare Tatanka, supportato da sua moglie, Céline Rivera, che gestisce gli Ateliers sul sito della distilleria La Mauny.

In totale, Pierre e Tatanka operano per oltre vent’anni nel contesto carcerario, fino all’interruzione imposta dal COVID.

Nel corso di quelle due decadi, hanno formato diverse centinaia di pittori e offerto altrettanti momenti di evasione attraverso l’arte.

Privato dell’accesso agli atelier per due anni, Pierre, 52 anni, si trova oggi a una svolta nella vita.

La seconda rinascita di Tatanka: la liberazione attraverso l’arte

Nonostante gli ostacoli e i momenti di sconforto, Tatanka compie un grande passo: Pierre immagina di far uscire alcuni detenuti… e ci riesce.

Prima con i suoi due migliori pittori, stipulando contratti di lavoro, poi estendendo le richieste.

Dal 2019, ha permesso a una decina di persone di uscire in condizionale, tra cui gli artisti Philippe Pivert (nella foto), Tony Lanoix, Yves Cita e Jean Baptiste.

Senza trascurare il suo ruolo di formatore, Pierre fa uscire i pittori per integrarli nell’azienda, accompagnandoli nel processo di reinserimento.

Questa modalità, mai considerata inizialmente, si rivela una naturale evoluzione del suo impegno.

Gli Ateliers Tatanka continuano il loro percorso, reinventandosi per restare fedeli alla missione originaria.
Nuove distillerie oggi affidano le loro bottiglie a Tatanka: oltre al partner storico Damoiseau, spiccano in Guadalupa le distillerie Bologne, Karukera, Montebello; da citare anche una recente partnership con Père Labat di Marie-Galante.

Nel prossimo futuro vedrà la luce anche una serie nata dalla collaborazione tra Tatanka e Velier, di cui parleremo approfonditamente.

In oltre trent’anni di attività, Pierre ha fatto più che tenere a galla un’azienda familiare: ha dato vita a un progetto sociale artistico senza precedenti.
Da hobby iniziale, Tatanka si è trasformata in un’avventura umana che ha saputo superare i confini familiari per dare spazio agli altri e assumere un senso sempre nuovo.

Anche se l’impresa procede tra alti e bassi, affrontando le sfide del tempo moderno, auguriamoci che abbia lunga vita, affinché anche noi possiamo viverla attraverso le mille e una sfumature di Tatanka.

Courtesy by Row Spirits

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