Another Hendrick’s Gin: il nuovo volto dell’insolito

Il gin più anticonvenzionale di sempre raddoppia: cacao e fiore d’arancio sono gli ingredienti alla base di una nuova rivoluzione dell’eleganza.
Quando nel mondo del gin arriva una nuova etichetta, normalmente si tratta di una variazione sul tema: più agrumi, più spezie, magari una botanica locale da raccontare.
Quando invece nasce un nuovo Hendrick’s, la questione è diversa. Perché Hendrick’s è uno dei pochissimi gin che nella sua storia, lunga ormai un quarto di secolo, ha davvero cambiato il modo in cui questo distillato viene concepito.
Oggi la distilleria scozzese presenta Another Hendrick’s, una nuova espressione destinata a entrare stabilmente nella gamma: è la prima aggiunta permanente alla line-up da quasi un decennio, da quando cioè nel 2017 venne creato Orbium. Il nome ci dice che non siamo di fronte a “un altro gin Hendrick’s”, ma letteralmente a un altro modo di essere Hendrick’s. Per dirla giusta, One brand, two sensory dimensions.

La genesi dell’idea: se Hendrick’s nascesse oggi
Per capire Another Hendrick’s bisogna partire dalla domanda che la leggendaria Master Distiller Leslie Gracie si è posta dopo quasi venticinque anni di lavoro sul marchio: “Se dovessi creare Hendrick’s oggi, cosa farei?”
L’ispirazione è arrivata lontano dalla Scozia, in un cocktail bar di Città del Messico. Non da un distillato, ma da un garnish: un fiore di cacao. Non il cacao del cioccolato, ma il cacao come pianta aromatica. Il cacao, infatti, non ha naturalmente un gusto “di cioccolato”. Prima della tostatura possiede un profilo sorprendente: floreale, leggermente fruttato, quasi vinoso.
Da lì è nato un “rompicapo” creativo - e tecnico: inserire il cacao nel gin è impresa ardua, perché è una botanica complessa da bilanciare senza appesantire o snaturare il profilo.

Gracie ha iniziato a studiarlo partendo dalla varietà Theobroma bicolor (Latua) proveniente dal Guatemala, cercando poi un ingrediente complementare che non lo coprisse ma fosse in grado di accompagnarlo. La risposta è arrivata con il fiore d’arancio.
Il risultato è un gin che mantiene l’identità Hendrick’s ma la sposta su un registro diverso: meno vegetale e diretto; più rotondo, profondo e vellutato.
Al naso emergono note agrumate e floreali luminose, mentre al palato la consistenza è quasi cremosa - non dolce - che è proprio la caratteristica del cacao. Come ha spiegato Leslie Gracie: “Il cacao non sa di cioccolato. Porta profondità e una texture vellutata.”
Anche la bottiglia segnala questo cambio di prospettiva: dal tradizionale vetro scuro da farmacia vittoriana si passa a una veste bianca brillante, che crea un contrasto immediato ‘side-by-side’. Non è un semplice restyling, ma il racconto visivo di una stessa identità in due dimensioni sensoriali.

Come nasce Hendrick’s (e perché è diverso dagli altri gin)
Oggi ci sembra perfettamente normale trovare gin alla rosa, al cetriolo o con altre botaniche insolite. Nel 1999 non lo era affatto.
Alla fine degli anni ’90 Charles Gordon, della famiglia Grant, chiese a Leslie Gracie di creare un gin “totalmente diverso da quello che si trovava sui back bar”. All’epoca i gin premium si stavano affacciando sul mercato, ma avevano un profilo relativamente classico.
La soluzione non fu una nuova ricetta soltanto: fu un nuovo metodo di distillazione.
Nel 1966, a Londra, Charles Gordon aveva comprato a un’asta due alambicchi e li aveva portati con sé alla distilleria Girvan, che all’epoca aveva appena aperto: un Bennett still del 1860 e un Carter-Head still, che saranno determinanti nella storia di Hendrick’s.
L’idea prese forma: utilizzare due alambicchi che funzionavano in modo totalmente differente e che producevano componenti del tutto diverse.
- Il Bennett Still permette un’estrazione ricca e profonda delle botaniche secche, che vengono macerate in alcol per almeno 14 ore. Da qui proviene un distillato corposo e strutturato.
- Il Carter-Head Still è ideale per un’estrazione delicata, che produce un distillato leggero e aromatico. Qui, le botaniche non vengono inserite nel corpo dell’alambicco, ma sono poste nel cestello in alto, in modo tale da essere attraversate dal vapore.

Presi separatamente, i due distillati sono molto distinti, e nessuno di loro fa pensare subito a Hendrick’s: è solo la loro unione a creare la base del profilo.
Questi due alambicchi sono imprescindibili per Hendrick’s: in qualche fase, di fronte a una richiesta di maggiore capacità produttiva, qualcuno ha proposto di aggiungere degli alambicchi più grandi, ma la risposta di Leslie Gracie è sempre stata la stessa: questo gin si fa così, in piccoli batch, e così si farà sempre, indipendentemente dalle sue varianti.
Un altro aspetto costituisce qualcosa di unico nel mondo del gin: rosa damascena e cetriolo non vengono distillati, ma aggiunti come distillati separati dopo la produzione.
Il motivo è tecnico: il cetriolo sottoposto a calore degrada sviluppando note solforose. L’aggiunta post-distillazione mantiene l’integrità aromatica.
Questo è il vero segreto di Hendrick’s: non una botanica particolare, ma una costruzione aromatica stratificata.
Le botaniche: la struttura invisibile
Quando Charles Gordon ha chiesto a Leslie Gracie di pensare a un nuovo gin, aveva in mente qualcosa di più profondo e complesso rispetto ai prodotti sul mercato all’epoca. È stato un processo di ricerca complesso, fatto di lunga ricerca e sperimentazioni.
La ricetta base include undici botaniche secche classiche, la più importante delle quali è ovviamente la bacca di ginepro, seguita dalla radice di angelica con il suo carattere erbaceo profondo. A seguire ci sono i semi di coriandolo e le scorze di limone e arancia. All’epoca, molti gin si fermavano a quattro o cinque botaniche come queste, senza che questo implicasse necessariamente una scarsa qualità da parte loro: si possono ottenere grandi risultati lavorando con pochi ingredienti. Charles Gordon, però, voleva qualcosa di più profondo e complesso.
Ecco dunque come Leslie Gracie, dopo molti esperimenti, ha aggiunto bacche di cubebe e semi di cumino, e poi le componenti floreali: sambuco e camomilla. La componente verde è costituita dall’achillea, e poi c’è l’ingrediente che Gracie definisce magico: la radice di iris. Si tratta di un elemento fondamentale perché lega gli aromi e stabilizza il profilo nel tempo, proprio come accade in profumeria: ne vengono utilizzati i rizomi, dopo un’essicazione di anni e la macinazione.
Another Hendrick’s parte da questa architettura e vi innesta sopra le fave di cacao e fiori d’arancio, senza sostituire il DNA originario: è il baricentro che cambia.
Nella sua storia, Hendrick’s ha il grande merito di aver spostato il focus dalle sole botaniche al profilo sensoriale, creando così la categoria Super Premium Gin e aprendo la strada alla moderna Gin Renaissance. Grazie a Hendrick’s, il gin è diventato anche un distillato da degustazione, non solo da miscelazione, e questa piccola rivoluzione ha dimostrato che sì, anche il gin poteva essere creativo come il whisky o il rum.
È un ritorno alla domanda originaria: cosa succede quando si smette di copiare il gin e si ricomincia a inventarlo?
E, come spesso accade con Hendrick’s, la risposta è… qualcosa che non avevamo ancora assaggiato.

Il perfect serve per Another Hendrick’s
Al bicchiere, Another Hendrick’s rivela un carattere rotondo e vellutato - una scelta vincente nei classici cocktail strutturati come Martini e Negroni, dove la texture del cacao amplifica la sensazione di corpo senza zuccheri aggiunti.
Uno dei signature drink proposto per esaltare gli aromi di Another Hendrick’s è il Fizz: gin, liquore di sambuco e soda, con scorza d’arancia e una fetta di cetriolo a guarnire.
Per celebrare il lancio di Another Hendrick’s, una selezione di bartender è stata coinvolta nella creazione di una ricetta esclusiva, pensata per esaltare il carattere distintivo del distillato. Nasce così Another Hendrick’s Fresh 75: un cocktail elegante e aromatico, che gioca sull’equilibrio tra freschezza vegetale, acidità raffinata e una delicata nota speziata. Per prepararlo bisogna shakerare e filtrare:
- 45 ml Another Hendrick’s Gin
- 30 ml Verjous
- 15 ml sciroppo di zucchero
- 3 dash di chocolate bitter
Completare con 30 ml di Spumante Rosé Pas Dosé e utilizzare 3 foglie di alloro e peel di cetriolo per guarnire.














