Le regole dell’eccellenza: il Grand Tour della qualità continua


21 ottobre 2024

La nostra selezione del canale Velier TV si arricchisce di nuove sezioni, e continua il giro del mondo per esplorare le regole dell’eccellenza. Dopo un primo giro attraverso i tesori dell’Italia e della Francia, continuiamo la nostra ricerca di grandi distillatori e grandi racconti di una passione inestinguibile per la materia prima.

La storia ancestrale dell’agave in Messico, con i suoi successi e le sue tematiche importanti, la grande versatilità della canna da zucchero nei Caraibi, che ci regala un enorme ventaglio di rum di ogni tipo, e la cura e le tradizioni secolari nella distillazione del whisky, ma anche le avanguardie che fanno un lavoro di ricerca su cereali e terroir: il viaggio è ancora molto lungo.


CANTINA MEXICO

Partiamo dal Messico, e parliamo di agave, che in questi anni sta conoscendo una grande popolarità, sia per quanto riguarda il tequila che il mezcal, i suoi distillati che hanno fatto la storia del Messico. I dati di vendita vedono infatti una crescita costante, nella quale il mezcal ha una piccola e ormai consolidata base di intenditori, e il tequila è il secondo distillato a più alta crescita negli ultimi anni.

il tequila

È indubbio insomma che il tequila stia conoscendo una grande popolarità, ma è altrettanto inevitabile che la richiesta crescente possa portare il rischio di fare compromessi sulla qualità e sui metodi di produzione. Stefano Francavilla, brand ambassador di Fortaleza, ci parla della sua battaglia per mantenere la tradizione durante ogni fase produttiva di questo tequila, oltre che dell’importanza di sfatare i luoghi comuni più superati su questo distillato.

il mezcal

Si passa poi a parlare di mezcal, che è forse il distillato più artigianale al mondo e che, nella riscoperta generale dell’agave, rischia anch’esso come il tequila un certo snaturamento, come pure degli effetti sull’agricoltura locale. Il grande esperto Héctor Vazquez introduce il tema, e poi dialoga con Roberto Artusio, proprietario del locale romano La Punta Expendio de Agave, pioniere nella diffusione di tequila e mezcal in Italia.


MASTERS OF RUM

Il viaggio continua e approda nei Caraibi: parlare di rum per la Velier è inevitabile e naturale, dato il lavoro non solo commerciale, ma anche e soprattutto di ricerca e selezione che porta avanti da 30 anni. 

neisson e foursquare

Daniele Biondi ci conduce in una prima esplorazione del rum, che nasce da un’unica materia prima eppure riesce a esprimere così tante differenze di produzione e di risultati, e ci mostra come la ricerca continua ci abbia portato a collaborare con le migliori distillerie dei Caraibi: per esempio Neisson e Foursquare.

saint james e hampden

Per la seconda tappa del nostro tour approdiamo insieme a Daniele Biondi in altre due delle migliori distillerie caraibiche: Saint James e Hampden.

Nel cuore della Martinica, Saint James ha per la prima volta realizzato una serie di co-bottling insieme a Velier, in occasione del 25mo anniversario dell'AOC, il disciplinare del rum martinichese.

Anche Hampden, con la sua tradizione storica risalente al 1753, con la collaborazione di Velier ha per la prima volta imbottigliato il proprio rum in purezza.

HERBERT LINGE, IAN BURRELL E RICHARD SEALE

Dopo aver trattato la diversità dei rum e il lavoro della Velier nell'ambito della ricerca e della selezione, parliamo di zucchero insieme a tre grandi protagonisti della scena mondiale: Herbert Linge, Master Distiller alla Distillerie de Port-au-Prince, Ian Burrell, tra i massimi divulgatori del settore e Richard Seale, proprietario di Foursquare Distillery.

Non essendoci una regolamentazione precisa, accade spesso che i rum più commerciali aggiungano zucchero ai loro distillati, magari per nasconderne i difetti. Secondo i nostri esperti, il punto fondamentale non è quello di aggiungere zucchero o meno, ma di comunicare la verità ai consumatori, se si decide di farlo.


MASTERS OF WHISKY

Il whisky è un distillato di incredibile complessità e si è consacrato come il più nobile tra i distillati, eppure nasce da tre semplici ingredienti: cerali, acqua, lievito. Il quarto magico ingrediente è il tempo e qui si concentra un savoir-faire che in Scozia e Irlanda ha già superato i due secoli di affinamento. Ma il whisky è molto di più e da tempo ha superato i confini anglosassoni per mettere radici in Giappone e negli ultimi decenni ha letteralmente conquistato il mondo, sia tra gli spirits lover che tra i produttori.

Il whisky italiano e Waterford

Al giorno d’oggi l’eccellenza nella produzione del whisky passa anche dalla crescente attenzione verso la materia prima: il neonato movimento del whisky italiano ha tantissimo da dire in termini di varietà cerealicole e tradizioni agricole, mentre in Irlanda troviamo una distilleria come Waterford che punta tutto sul concetto di terroir, con strumenti e metodi simili a quelli del mondo del vino, a partire dallo studio del suolo e delle tante varietà autoctone di orzo.

I NUOVI ARTIGIANI GIAPPONESI

Secondo Salvatore Mannino il whisky giapponese sta vivendo una nuova alba, dopo la rivoluzione portata avanti 20 anni fa da Ichiro Akuto con la sua Chichibu Distillery. Ogni anno nascono tante micro distillerie che non hanno timore a prendere le distanze dai metodi produttivi tradizionali importati 100 anni fa dalla Scozia. E si fa largo così una nuova identità per il whisky giapponese, che tuttavia ha una costante: l’attenzione maniacale verso la qualità di ogni goccia che finisce in bottiglia.

L’Olimpo degli Dei immortali

Sono molte le distillerie di whisky ad avere una storia importante e radicata nel tempo, ma ci sono realtà le cui origini rimandano direttamente ai miti fondativi di questo distillato. E proprio nel 2024 due di loro tagliano traguardi importanti. Il Gruppo Nikka compie infatti 90 anni assieme alla prima distilleria aperta dal fondatore Masataka Taketsuru, la Yoichi Distillery. E il 2024 è anche l’anno in cui l’epopea di Macallan entra definitivamente nel mito. Sono passati 200 anni da quando il fondatore Alex Reid pose la prima pietra della distilleria a Easter Elchies, nel cuore dello Speyside scozzese.

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