Tequila Day: due cocktail per celebrare il distillato dell’anima messicana


24 luglio 2025

Il 24 luglio si celebra il Tequila Day, un’occasione speciale per rendere omaggio al più emblematico dei distillati messicani.

Per raccontare in profondità l’anima e l’evoluzione del tequila abbiamo pensato di accendere i riflettori sui due drink che maggiormente sono associati al sacro ingrediente dell’agave: il Tommy’s Margarita, nato dal genio californiano di Julio Bermejo, e la Batanga, creata a Tequila da un’icona della tradizione, Don Javier Delgado Corona.

Tommy’s Margarita: la rivoluzione parte da San Francisco

Alla fine degli anni ’80, fresco di laurea, Julio Bermejo inizia a lavorare al Tommy’s Mexican Restaurant, il locale di famiglia a San Francisco. 

Julio decide subito di ampliare l’offerta di tequila 100% agave, cosa rara a quel tempo, divenendo in brevissimo tempo un punto di riferimento in città per gli amanti del distillato. 

È nel 1990 che gli viene l’idea di fare una variante della ricetta classica del Margarita, sostituendo il Triple Sec con lo sciroppo di agave

Come racconta Julio:

“Agli inizi degli anni Novanta facevamo già il Fresh Lime Margarita, che era possibile trovare solo in un altro posto al mondo: El Sombrero in California. Il nostro però era già una variante, lo volevamo più acido che dolce, mentre gli americani bevevano un Margarita tipicamente molto molto dolce, che a noi non piaceva. E così abbiamo cambiato i giochi, usando come dolcificante il fruttosio ricavato dalla stessa agave. Scherzavamo dicendo che il Margarita da Tommy’s non era 100% agave, ma 200% agave, perché anche il dolcificante era di agave.” 

Il successo del Tommy’s Margarita è immediato, e la popolarità del Tommy’s Restaurant si diffonde in tutti gli Stati Uniti. Nel 2003 la Cámara Nacional de la Industria Tequilera nomina Julio Ambasciatore del Tequila per gli Stati Uniti. Il “Wall Street Journal” ha definito il Tommy’s “L’epicentro del Tequila negli Stati Uniti” mentre la CNN lo considera il “Ground Zero del tequila”.

Oggi, Julio continua instancabilmente a promuovere il tequila, non solo negli Stati Uniti, ma dovunque venga richiesta la sua presenza nel mondo. 

Il Tommy’s è sbarcato anche in Italia grazie al mitico Dom Costa, personaggio storico nel mondo della mixology e dei bar, che ci ha lasciati troppo presto e che di Julio era un grande amico. Questo il suo racconto:

Io incontrai per la prima volta Julio casualmente a Las Vegas nel 2003. Ero andato a vedere il Las Vegas Barshow. Un giorno mi “imbucai” alla grande a un evento, e fu lì che il celebre bartender londinese Andre Masso mi presentò Julio. Dopo un’ora che conversavamo, sembrava ci conoscessimo da sempre. 

Lo invitai in Italia e lui non ci pensò due volte: due mesi dopo tenne un primo seminario sul tequila in una sala colma all’inverosimile. Presentò il Tommy’s Margarita alla platea raccontando storie e leggende sul tequila, ma soprattutto parlò di agave, pianta allora quasi sconosciuta. 

Da allora è tornato diverse volte nel nostro Paese, e il suo contributo alla crescita del mercato del tequila è stato quasi determinante. E con le sue presenze all’Agave Experience, evento organizzato da Bartender.it, ha sempre dispensato consigli, piccoli segreti e curiosità sul distillato messicano per eccellenza. 

Secondo Julio Bermejo, il successo del suo Margarita non è da attribuirsi esclusivamente a lui:

“Ci sono quattro persone a cui sarò per sempre grato: Dre Masso ed Henry Besant, poi Giorgio Fadda e Dom Costa. Noi non avevamo dato un nome al Tommy’s Margarita, era solo il Margarita che vendevamo al nostro ristorante di famiglia. Poi Dre ed Henry hanno cominciato a presentarlo nel loro Worldwide Cocktail Club, una società di consulenza specializzata nel training di bartender e nella creazione di strategie per i brand. Dopodiché Dom e Giorgio l’hanno presentata all’IBA [l’International Bartender Association], donandole una visibilità globale”.

Nel 2011, infatti, il cocktail è stato inserito tra i “New Era Drinks” ufficiali dell’IBA.

Ricetta del Tommy’s Margarita

  • 6 cl Tequila 100% agave (preferibilmente Reposado)
  • 3 cl Succo di lime fresco
  • 3 cl Sciroppo d’agave (1:1 con acqua)

Shakerare con ghiaccio, servire in un bicchiere rock con una fetta di lime. Semplice, diretto, elegante. Come la filosofia di Julio.

Batanga: il cocktail che sa di Messico

Se il Tommy’s rappresenta la modernità consapevole, la Batanga è puro folklore messicano. Creata nel 1961 da Don Javier Delgado Corona, storico proprietario del bar La Capilla nella città di Tequila, la Batanga è un cocktail popolare a partire dalle presunte origini del nome. Pare infatti che Don Javier lo abbia chiamato così in omaggio a un affezionato cliente che, nello slang messicano, era un po’ batanga – vale a dire corpulento. Va detto, per completezza, che in alcune regioni questo drink rinfrescante viene chiamato anche Charro Negro.

La particolarità principale della Batanga, tuttavia, è la maniera con cui viene preparata: viene infatti storicamente mescolata con il coltello da cucina che Don Javier si trovava tra le mani sul momento. Che fosse stato usato per il guacamole, per la salsa o per tagliare il lime, contribuiva a lasciare un lieve aroma di lime, salsa o avocado. Una scelta simbolica e rustica, un dettaglio distintivo che si cerca di mantenere ancora oggi, magari prediligendo il coltello usato solo per tagliare il lime.

D’altronde, “Il segreto non è nel coltello. È nell’amore con cui mescoli”, diceva sempre Don Javier, con quella saggezza sorridente che solo i grandi sanno trasmettere.

Ogni componente della Batanga gioca un ruolo fondamentale: il tequila blanco porta freschezza e note vegetali; il lime dona acidità; la Cola (preferibilmente nella sua versione messicana) bilancia con la sua dolcezza e il sale che ricopre il bordo del bicchiere esalta ogni sapore.

Oggi la Batanga, che viene un po’ considerata la cugina messicana del Cuba Libre, vive una seconda giovinezza e una rinnovata popolarità, anche grazie alla riscoperta dei drink semplici e identitari.

Ricetta della Batanga

  • 5 cl Tequila blanco
  • 2 cl Succo di lime fresco
  • Cola (quanto basta per colmare il bicchiere)
  • Sale sul bordo del bicchiere (facoltativo)

Servire in un tumbler alto con ghiaccio e mescolare, se possibile, con il classico coltello alla Don Javier. Un gesto che vale più di mille garnish.

Due anime, una pianta: l’agave

Il Tommy’s Margarita e la Batanga non potrebbero essere più diversi. Il primo è un esercizio di equilibrio e consapevolezza: ogni ingrediente è scelto per esaltare il tequila e creare un’esperienza raffinata. La seconda è un inno alla convivialità, un drink da preparare e bere in compagnia, sotto il sole cocente di Jalisco.

Eppure, entrambi condividono la stessa radice culturale: l’amore per l’agave, pianta millenaria che incarna il legame profondo tra uomo, terra e tempo. Una pianta che non ha fretta di crescere e che regala il suo cuore solo a chi sa aspettare.

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