Il nuovo daiquiri in bottiglia di Allpossibledaiquiris: protagonista il rhum Neisson


21 aprile 2026

Il progetto che rimette al centro la materia prima in mixology porta nel bicchiere il rhum Neisson già miscelato alla perfezione. Così si arricchisce la gamma di daiquiri creati con i distillati di canna da zucchero più artigianali del mondo, succo di lime e sciroppo di zucchero di canna biologici.

C'è un'idea apparentemente semplice alla base di Allpossibledaiquiris, ma come spesso accade, la semplicità è il risultato di un lavoro tutt'altro che banale. L’idea principale è quella di partire dalla materia prima, di modo che la miscelazione diventi strumento per raccontare l'identità dei rum migliori del mondo, offrendo un’esperienza versatile e una bevuta appagante e di qualità.

Pronti da versare, ovunque e in qualsiasi momento, gli Allpossibledaiquiris offrono la possibilità di gustare al meglio i rum attraverso un drink già miscelato e bilanciato alla perfezione, e la scelta non è casuale. Tre ingredienti di massima qualità, proporzioni esatte e che non lasciano margine all'errore, nessun elemento di disturbo: succo di lime biologico, il miglior sciroppo di zucchero di canna, e soprattutto un rum di eccellenza. In una ricetta così essenziale, ogni variabile pesa. Il tipo di rum non incide soltanto sul profilo aromatico finale, ma ridefinisce l'intera esperienza della bevuta: intensità, texture, persistenza, complessità. Il daiquiri composto con ingredienti di prima scelta è quindi il miglior banco di prova possibile per mettere a nudo le caratteristiche di uno spirit.

I rum: una geografia dell'artigianalità

Gli Allpossibledaiquiris non sono cocktail ready-to-drink nel senso industriale del termine. Le prime tre espressioni della gamma hanno già stabilito un punto di riferimento nel settore proponendo distillati tra i migliori al mondo: il Clairin di Haiti, il Rum Fire di Hampden dalla Giamaica e il Rivers di Grenada. Sono rum che condividono un DNA preciso; fermentazioni spontanee, alambicchi tradizionali, terroir profondamente identitari. Il quarto capitolo, introdotto con Paranubes del Messico, ha allargato la prospettiva geografica verso Oaxaca. E ora arriva il quinto, con Neisson dalla Martinica, a segnare un salto qualitativo sia concettuale che tecnico.

Il primo riferimento è il Clairin, il distillato più artigianale e “selvaggio” del mondo, prodotto ad Haiti da canna da zucchero biologica coltivata in terroir unici, fermentato senza inoculo di lieviti selezionati e distillato in piccoli alambicchi alimentati a fuoco di legna. La variante utilizzata qui è il Communal. Nel #thewilddaiquiri la natura terragno-erbacea del Clairin si apre progressivamente verso note agrumate, floreali, di mimosa e camomilla, in una texture morbida e sorprendentemente delicata.

Il secondo è Hampden Estate, leggendaria distilleria di Trelawny, in Giamaica, qui rappresentata dalla formula HLCF oggi commercializzata come Rum Fire. Hampden è sinonimo di alta esterificazione, di fermentazioni selvagge prolungate, di quel profilo "funky" che affascina e sconvolge i sensi. Nel #thefunkydaiquiri quella potenza non viene addomesticata ma incanalata: banana matura, ananas, botaniche, sentori di fieno e anice in un'evoluzione densa e stratificata.

Il terzo è Rivers, dalla storica distilleria omonima nel nord di Grenada. Una realtà fuori dal tempo: nessuna elettricità, un mulino ad acqua come unica fonte di energia, tecniche di lavorazione che altrove sono scomparse da decenni. Il succo di canna scende per gravità nella Boiling House, fermenta secondo pratiche antiche, viene distillato a fuoco di legna. Il risultato è uno spirit sorprendente, ceroso, speziato, con note di alloro, baharat e zucca che nel #thelostdaiquiri trovano un equilibrio inatteso e affascinante.

Il quarto è il messicano Paranubes (#theoaxacadaiquiri): l’unica referenza non caraibica della gamma. Paranubes è un aguardiente de caña prodotto nella Sierra Mazateca di Oaxaca, da quattro varietà locali di canna da zucchero, fermentato spontaneamente e distillato con tecniche ancestrali. Le note sono erbacee, terrose, con richiami al fico, al pomodoro, alle olive e al fumo, un profilo che sfida la definizione stessa di "rum" e amplia l'orizzonte della gamma.

La nuova uscita: Neisson

E arriviamo alla nuova uscita: #espritdaiquiri, realizzata con Neisson L'Esprit Bio, un rhum agricole biologico della Martinica, imbottigliato alla gradazione naturale di distillazione di 70% vol., non diluito e non filtrato: l'espressione più pura e radicale di ciò che un rhum agricole può essere.

La Distillerie Neisson è una realtà a conduzione familiare situata a Le Carbet, ai piedi della Montagne Pelée, nella parte settentrionale della Martinica. La sua storia è quella di una distilleria che ha scelto di non crescere in termini di volume, preferendo invece approfondire la qualità: tutta la canna da zucchero utilizzata è biologica e coltivata nei terreni circostanti la distilleria, in rapporto diretto con il suolo.

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Il cuore della produzione è la storica colonna creola Savalle in rame: uno strumento di distillazione che, diversamente dalle colonne a piastre in acciaio più diffuse, preserva una maggiore complessità aromatica nel distillato. La scelta di non diluire e di non filtrare L'Esprit Bio risponde alla volontà di consegnare al consumatore il rum esattamente come esce dalla colonna: con tutta la sua intensità, la sua vegetalità, la sua struttura.

Il risultato ottenuto da Allpossibledaiquiris è un cocktail fresco e agrumato con una trama vegetale elegante e una sottile nota salina che attraversa il sorso. Una nota salina che, non a caso, è una delle firme aromatiche del terroir di Neisson: la vicinanza al mare, l'aria atlantica, il suolo vulcanico della Martinica si percepiscono nel distillato e, attraverso di esso, nel daiquiri cocktail.

Sette porzioni di alta qualità

Dal punto di vista pratico, ogni bottiglia da 70 cl di Allpossibledaiquiris contiene sette porzioni da 10 cl: la misura classica di un daiquiri servito in un calice. Ogni porzione è identica all'altra, basta raffreddare la bottiglia a 4°C e versare: il cocktail è pronto, perfettamente bilanciato, con una gradazione alcolica di circa 12,5% vol., accessibile e piacevole anche per chi non è un appassionato di distillati.

Questa caratteristica apre scenari di utilizzo che vanno oltre il bar tradizionale: catering di alto livello, hospitality senza bar attrezzato, hotel e room service, beach club, eventi privati. In tutti questi contesti, la qualità non dipende dalla presenza di un bartender esperto, ma è garantita a priori dalla ricetta imbottigliata.

Il prodotto si conserva a temperatura ambiente senza data di scadenza, e rimane ottimale per 30 giorni dopo l'apertura. Va semplicemente refrigerato e agitato prima di servirlo.

Il metodo: rigore di laboratorio, rispetto del prodotto

A supportare il progetto c’è VERSO, società indipendente italiana specializzata in soluzioni innovative per le bevande, che si avvale di un laboratorio con dieci anni di esperienza nel settore, uno dei primi in Italia a operare a questi livelli per la produzione di cocktail imbottigliati, nel pieno rispetto delle normative italiane e comunitarie sulla sicurezza alimentare.

Il processo produttivo rivela quanto sia distante da una semplice operazione di assemblaggio. Ogni rum è stato analizzato sia organoletticamente sia chimicamente, per mapparne il profilo aromatico e individuare le proporzioni di lime e zucchero più adatte a esaltarne l'identità. Le stesse analisi, condotte anche sul prodotto finito, confermano che i congeners dei rum sono stati preservati nelle bevande finali: un dato tecnico non trascurabile, che parla della qualità del processo.

Lime siciliano IGP biologico e sciroppo di zucchero di canna biologico completano la ricetta, con proporzioni che variano da espressione a espressione. Anche la diluizione con acqua è stata calibrata separatamente per ciascun rum, così come l'apporto d'aria, introdotto nel processo di miscelazione per ottimizzare consistenza e bevibilità.

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