Hoy como Ayer: dopo 68 anni il grande ritorno di un rum cubano rivoluzionario

Tre anni prima della rivoluzione, in un clima di grande instabilità e fermento, a Cuba si continua a distillare il rum che l’ha resa celebre. Oggi, 68 anni dopo il 1956, questo rum straordinario può essere finalmente assaggiato.
Nel 1956, l’isola di Cuba vive un profondo sconvolgimento politico e sociale; da tre anni, ormai, i barbudos guidati da Fidel Castro combattono contro la dittatura militare di Fulgencio Batista. Anche grazie all’appoggio statunitense, che favorisce gli scambi commerciali, il periodo degli anni Cinquanta è comunque caratterizzato da una certa prosperità economica, principalmente grazie all’industria dello zucchero e della produzione di rum.
Il rum cubano godeva già all’epoca di un’ottima reputazione, con ottimi numeri per l’export soprattutto per marchi come Bacardi, Havana Club e Matusalem. Negli anni Cinquanta, la produzione di rum sull’isola si basa sulla melassa degli zuccherifici, che garantisce una materia prima ricca di componenti saporiti. La distillazione avveniva in pot still e nelle tradizionali doppie colonne, riflettendo il classico stile cubano dell'epoca.
Approfittando del proibizionismo, la mixology cubana conosce all’epoca un notevole sviluppo, utilizzando miscele di aguardiente aromatico e rum leggeri fatti invecchiare in botti di rovere per molti anni dai Maestros Roneros. Grazie al Club de Cantineros, associazione di bartender cubani nata nel 1924, cocktail iconici come il Daiquiri e il Cuba Libre vengono perfezionati, e il Mojito, creato nel 1942, comincia un giro del mondo che non si fermerà più.
Alla fine della seconda guerra mondiale, l’isola ospitava sessantanove distillerie; nell’ottobre del 1960, dopo la nazionalizzazione compiuta anche sugli zuccherifici, ne sarebbero rimaste diciannove.


Il tesoro di Cuba
Oggi La Maison & Velier scopre un tesoro che ci riporta a quell’epoca: un rum distillato nel 1956, invecchiato dunque per 68 anni in clima tropicale. Per realizzare questo imbottigliamento è stato necessario unire i rum provenienti da oltre cinquanta barili della stessa età, poiché l’Angel’s Share a Cuba si aggira intorno all’8% annuo.
Il risultato è un rum di straordinaria aromaticità, che ci porta a viaggiare lungo settant’anni di storia; la lenta maturazione tropicale dona una grande maturità al distillato, che è caratterizzato da una tavolozza aromatica fruttata, floreale, legnosa e speziata.
Il naso è ricco e profondo, con toni di crème brûlée, nocciola tostata, marmellata d’arance, albicocca secca, mango, uvetta, cera, cuoio e carta d’incenso. Al palato energico, con note di zucchero di canna bruciato, cacao, zenzero, fave di tonka e marmellata di fichi, e con un finale persistente, delicatamente tannico.
Imbottigliato cask strength a una gradazione di 53,7%, questo rum sarà disponibile in pochissime preziose bottiglie per un totale di 270 pezzi.
Il 1956 non è un anno di grande importanza solo per Cuba: è anche l’anno in cui La Maison du Whisky, colosso della distribuzione in Francia, comincia la sua grande avventura. È anche per questo che il vintage di queste botti ha un alto valore simbolico, oltre ad offrire la rara opportunità di assaggiare lo stile cubano della produzione di rum che pareva ormai del tutto perduto.

Hoy Como Ayer: la storia di un nome
Il nome di questo rum prezioso ha una doppia origine. Hoy como ayer – che in italiano significa ‘oggi come ieri’ – è infatti sia il titolo di una canzone che un quadro.
La canzone è di Benny Moré, celebre cantante cubano degli anni Cinquanta dalla bellissima voce da tenore, e ha conosciuto grande popolarità soprattutto dopo essere apparsa in un film del 1956: No me olvides nunca – in italiano, ‘non dimenticarmi mai’, del regista Juan José Ortega.
Il quadro è opera di Aconcha, artista autodidatta nata a La Havana nel 1946, che qui ha dipinto un suo autoritratto. Cresciuta in una famiglia di designer e artigiani, Aconcha è stata istruita dallo zio, sacerdote della Santerìa, nel culto Yoruba delle divinità Orisha: un’iniziazione spirituale che ha un impatto fondamentale sulla sua arte.
L’opera, rappresentata sull’etichetta del rum, invita a contemplare il passaggio del tempo: un tema caro sia all’artista sia a chi si occupa di distillati.












