Fever-Tree alza la lattina


12 giugno 2025

Il brand pioniere della mixology premium entra nel segmento dei soft drink, intercettando la crescente domanda di alternative analcoliche di alta gamma, con un formato ready-to-drink, da gustare in ogni momento della giornata.

Fever-Tree, ormai sinonimo di eccellenza nel mondo dei cocktail, oggi propone anche il pratico formato da 250 ml per tre dei suoi gusti più amati – Mediterranean Tonic Water, Ginger Beer e Pink Grapefruit Soda –, pensati per essere gustati lisci, come alternativa analcolica di qualità superiore. Il nuovo formato ha fatto il suo esordio pubblico al Tuttofood di Milano, dal 5 all’8 maggio. 

In occasione di questa grande innovazione, Fever-Tree ha inoltre appena lanciato in Italia la campagna “The Best for the Best”, collaborando con l’agenzia di comunicazione Arteficegroup, che ha firmato il claim “I’ve got the Fever” per celebrare chi riconosce il valore dei dettagli. Giocando con il nome del brand, il claim richiama infatti anche la passione, il desiderio di scegliere il meglio, proprio come Fever-Tree, che seleziona con cura i migliori ingredienti da tutto il mondo per creare mixer di altissima qualità.

La campagna, on air dal 22 maggio al 4 giugno a Milano e Roma, si è sviluppata principalmente attraverso affissioni nei contesti urbani più strategici — pensiline, metropolitane, cartelloni stradali e snodi ferroviari come Centrale, Termini e Tiburtina — per poi passare a una fase digitale, tra contenuti social e collaborazioni con influencer, con l’obiettivo di intercettare un pubblico ampio e trasversale.

Dal gin mancato alla lattina: vent’anni di passi avanti

Nata esattamente 20 anni fa, nel 2005, dalla visione di Charles Rolls e Tim Warrillow, Fever-Tree ha ridefinito il concetto di mixer, elevandolo da semplice accompagnamento a ingrediente fondamentale per un drink di qualità. L’incontro casuale tra Rolls e Warrillow risale al 2003 e segna l’inizio di un’avventura imprenditoriale audace. Inizialmente con l’idea di creare una distilleria di gin, i due soci virarono rapidamente verso la creazione di un’acqua tonica premium, intuendo un vuoto nel mercato. Ci vollero ben 18 mesi di ricerca e sviluppo per perfezionare la prima ricetta, ma proprio grazie a questo lavoro di studio di partenza, una filosofia poi seguita sempre fedelmente, per undici anni consecutivi, Fever-Tree si è aggiudicata il primo posto nei ranking di Drink International come Best selling e Top trending brand, e oggi i suoi prodotti sono distribuiti in oltre 50 paesi.

Il nuovo formato on-the-go segna oggi un ulteriore passo in avanti nella storia del marchio, invitando anche al consumo liscio e adattandosi perfettamente a momenti trasversali: dall’aperitivo al fuori pasto, dal contesto domestico a quello outdoor. Nuove lattine che confermano il chiaro posizionamento di Fever-Tree: ingredienti naturali, assenza di dolcificanti artificiali e conservanti, gusto autentico ed effervescenza fine, caratteristiche distintive del marchio sin dalla sua fondazione, inserendosi esplicitamente anche nel solco del crescente fenomeno del No/Low alcol, che negli ultimi anni si è ritagliato una propria sostanziosa fetta nel mercato. 

La crescita del No/Low: meno alcol ma senza

“Negli ultimi anni stiamo assistendo a un cambiamento nelle abitudini di consumo, soprattutto tra i più giovani, sempre più attenti a uno stile di vita equilibrato” — conferma Filippo Colombo, Country Manager di Fever-Tree Italia — “Tendenze come il Dry January [ovvero la campagna del “gennaio sobrio”, che invita a non bere alcolici per tutto il mese, n.d.r.] o la No/Lo Bolo (la prima fiera dedicata al mondo degli analcolici) lo dimostrano chiaramente. Con il nuovo formato in lattina vogliamo offrire un’alternativa di qualità, pensata per i momenti senza alcol”.

Il mercato "Low/No" ha effettivamente registrato un aumento, solo in Italia, del 33% in volume già a partire dal 2023. A livello globale, il mercato ha raggiunto un valore di 13 miliardi di dollari in quello stesso anno, con un tasso di crescita del 7% confermato nel 2024. Se la tendenza resterà invariata, le previsioni suggeriscono una crescita superiore al 20% nei prossimi anni. Le ragioni sono evidentemente molteplici. Da un lato c’è l’attenzione alla salute, che spinge a cercare alternative alle bevande alcoliche tradizionali, dall’altro c’è una vera e propria moda tra le nuove generazioni che, come sempre, tendono a cercare novità e a esplorare strade alternative.

Cambiare però non vuol dire rinunciare, ed è forse questa la vera svolta del momento: non una privazione ma, al contrario, l’ampliamento di possibilità offerte a chi non vuole (o non può) assumere alcol, o semplicemente preferisce limitarne il consumo. La ricerca di alternative sta producendo infatti l’offerta di bevande di qualità superiore, che possano garantire il gusto e il piacere della convivialità anche a chi fino a oggi ripiegava su bibite di scarsa qualità. Così esplode per esempio laKombucha o il proxy wine, insieme a bevante leggermente alcoliche come il kefir d’acqua. E cresce anche il consumo di mocktail, ovvero del cocktail tradizionale in versione analcolica.

Si ampliano anche le occasioni e gli spazi di consumo, con la ricerca di nuove opportunità per bere, anche al di fuori dei consueti orari serali. Tra i gusti emergenti per il 2025-2026, si prevedono cocktail non alcolici raffinati, combinazioni fruttate e meno zuccherate, rivisitazioni sempre più creative di classici, ma non solo. La premiumizzazione è in crescita, con i consumatori che privilegiano la qualità alla quantità. Il futuro del beverage passa quindi anche per i marchi che sapranno coniugare gusto, tecnologia e responsabilità, come appunto Fever-Tree.

ADULT-SOFTS-POOLSIDE-EU.jpg

Il segreto? La qualità degli ingredienti

A differenza dei sodati convenzionali, Fever-Tree rinuncia a conservanti artificiali e dolcificanti, privilegiando la purezza e l’autenticità degli ingredienti naturali. La filosofia del brand si basa proprio sulla ricerca delle migliori materie prime, selezionando spesso delle rarità di chinino, agrumi, spezie e botaniche da diverse regioni del mondo, per offrire un’esperienza di gusto davvero superiore. 

Le referenze nel dettaglio

  • La Fever-Tree Mediterranean Tonic Water unisce gli oli essenziali di fiori mediterranei, la vivacità degli agrumi e le note aromatiche di erbe come il timolimone e il rosmarino, entrambi provenienti dalla Provenza, con la purezza del chinino di altissima qualità, estratto in Congo. Si distingue per il suo equilibrio aromatico, dove le delicate note saline si fondono con la freschezza degli oli essenziali di timo-limone e rosmarino della Provenza, in un abbraccio con le sottili sfumature amare del chinino del Congo. Ottimo per chi ama le bevande ricercate.
  • La Fever-Tree Ginger Beer nasce da una sapiente combinazione di tre pregiate varietà di zenzero, accuratamente selezionate in Costa d’Avorio, India e Nigeria. Le radici, dopo un processo di fermentazione di 24 ore, vengono delicatamente miscelate con pura acqua di fonte. L'utilizzo dell'intera radice garantisce le più persistenti note di zenzero e l'assenza di aromi artificiali preserva la sua naturale fragranza. È ideale per gli amanti dei sapori speziati, regalando un gusto deciso e profondamente autentico, perfetto per un piacere intenso.
  • La Fever-Tree Pink Grapefruit Soda, si distingue per l'utilizzo esclusivo di vero succo di pompelmi rosa di prima scelta, che le donano anche il vibrante colore. I pompelmi della Florida, rinomati a livello globale per il loro equilibrio perfetto tra dolcezza e amarezza – risultato del clima caldo e soleggiato e del terreno fertile – conferiscono un’ineguagliabile vivacità agrumata. Con sole 30 calorie per bottiglia e l'assenza di dolcificanti artificiali, offre al palato un’esperienza rinfrescante e appagante.

Brands

Dal Magazine