Firenze scolpita nel vetro: il nuovo volto di Santoni L’Aperitivo

La bottiglia firmata Stranger & Stranger trasforma l’architettura, i colori e la tradizione botanica di Firenze in un oggetto contemporaneo. Un capitolo inedito per Famiglia Santoni, scritto insieme a Simone Caporale, Global Ambassador Partner del brand e protagonista della mixology internazionale.
Esistono bottiglie che vengono create con una cura particolare e un’obiettivo ambizioso: quello di raccontare l’identità del prodotto che contengono. È il caso di Santoni L’Aperitivo.
Il nuovo volto del liquore toscano a base di rabarbaro è stato svelato a Casa Santoni, l’opificio di Chianciano Terme dove la famiglia Santoni riunisce produzione, affinamento e ospitalità. Una nuova veste che non vuole essere soltanto un cambio di packaging, ma un passaggio importante nella storia del marchio: oltre sessant’anni di esperienza liquoristica riletti attraverso un linguaggio pensato per il bar contemporaneo e per un pubblico internazionale.
Al centro, come sempre, rimane Firenze, ma questa volta la città viene scolpita nel vetro, diventando una bottiglia.

La collaborazione con Stranger & Stranger
A costruire la nuova identità di Santoni L’Aperitivo è stato Stranger & Stranger, celebre studio internazionale specializzato nel design di wine & spirits, che si è ispirato all’architettura fiorentina con le sue forme, geometrie e colori.
Il risultato è una bottiglia preziosa e di grande impatto, in cui il vetro rosso scanalato richiama la cupola di Santa Maria del Fiore, mentre la tonalità scelta rimanda al colore naturale del rabarbaro, botanica identitaria del prodotto. La forma dell’etichetta, definita “Stella”, nasce invece dai rilievi della Porta Nord del Battistero di San Giovanni. Anche la chiusura prosegue il racconto, riprendendo nelle sue sfaccettature la geometria della lanterna che corona la cupola del Duomo.
Persino l’icona Santoni è stata reinterpretata: il drago che apparteneva all’identità originaria del brand evolve in una sorta di chiave simbolica per entrare nel mondo di Casa Santoni, insieme all’iris, altro riferimento diretto alla città di Firenze.
Ne nasce un oggetto immediatamente riconoscibile al bancone, contemporaneo senza rinnegare il proprio punto di partenza.

Il rabarbaro protagonista
Se Firenze è la firma culturale di Santoni, il rabarbaro ne è la firma botanica.
Santoni L’Aperitivo nasce dall’incontro di 34 botaniche naturali, che includono iris e foglia d’olivo, elementi che rafforzano ulteriormente il legame ideale con Firenze e la Toscana. Il suo profilo è dolce-amaro, floreale ed erbaceo al naso, con un morbido equilibrio al palato, un’elegante componente amaricante e un finale fresco.
Il rabarbaro viene trattato attraverso differenti tecniche di estrazione, mentre le altre botaniche sono lavorate singolarmente secondo le caratteristiche di ciascuna, per essere ricomposte soltanto nella fase finale. Un equilibrio che definisce la direzione contemporanea del liquore: intensità senza eccessi, complessità senza perdere facilità di beva. Santoni nasce per la miscelazione, ma può essere bevuto anche liscio o con ghiaccio; la gradazione alcolica pari al 16% Vol. lo rende inoltre particolarmente adatto a long drink e aperitivi più leggeri.

Una storia di famiglia, dal 1960 a Casa Santoni
Dietro la nuova immagine rimane una storia profondamente familiare. Le origini dell'azienda risalgono al 1960, quando Gabriello Santoni avviò la propria attività a Chianciano Terme.
Una storia cresciuta artigianalmente, tra bottiglie etichettate a mano e consegne ai locali della zona, che nel corso dei decenni si è trasformata senza perdere il legame con il territorio.
Il progetto Santoni L’Aperitivo nasce proprio da quella memoria. Alla base c'è una ricetta riconducibile a Gabriello Santoni, successivamente ripresa e reinterpretata da Stefano Santoni, conservandone il carattere botanico ma adattandola a un modo diverso di intendere l’aperitivo.
Oggi questa evoluzione trova la propria casa a Chianciano Terme, in Casa Santoni: sede produttiva e anche luogo in cui la storia dell’azienda, l’ospitalità e la cultura del bere si incontrano. È qui che la nuova bottiglia è stata presentata davanti a bartender e professionisti arrivati da diversi Paesi, chiudendo simbolicamente il cerchio tra le radici della famiglia e l’ambizione internazionale del marchio.

Simone Caporale e una nuova idea di aperitivo italiano
In questo percorso un ruolo centrale è quello di Simone Caporale, Global Ambassador Partner di Santoni.
Caporale è uno dei nomi italiani più influenti del bartending internazionale. Dopo gli anni all’Artesian di Londra, diventato sotto la sua guida uno dei cocktail bar più celebrati al mondo, ha fondato insieme a Marc Álvarez Sips a Barcellona, arrivato al primo posto nella classifica The World’s 50 Best Bars nel 2023.
La collaborazione con Santoni, iniziata nel 2021, va oltre la tradizionale figura del brand ambassador. Caporale è partner del progetto e negli anni ha contribuito alla sua proiezione internazionale, portando dentro al brand la prospettiva di chi vive quotidianamente il bar e ne osserva in anticipo evoluzioni, rituali e nuove modalità di consumo.
La nuova veste di Santoni vuole mostrare l’orgoglio di un brand che sa da dove viene ma, soprattutto, ha le idee chiare su dove vuole andare.














