Il primo incontro con Worthy Park e Hampden


di Luca Gargano 2013

In quarant’anni di viaggi non ero mai stato in Giamaica, pur trattandosi di un paese ben noto per la sua tradizione nel mondo del rum. Ma la ragione è molto semplice. Da quando ho cominciato a lavorare, l’unico rum della Giamaica che fosse commercializzato in Italia e nel mondo era l’Appleton, che in Italia era importati da Soffiantino, prima, e da Vax & Vitale, poi. Ed, essendo la mia famiglia da sempre in ottimi rapporti con questi importatori, non mi è mai saltato in mente di contattare Appleton per prenderne la distribuzione. 

Le altre distillerie giamaicane erano Long Pond e Hampden, da una parte che vendevano solo rum in bulk, e Worthy Park dall’altra, che era stata chiusa dal 1962 al 2005. Ecco perché, appunto nel 2005, quando Worthy Park aveva ricominciato a lavorare, io ero entrato in contatto epistolare con loro. Quando infine Worthy Park cominciava ad avere dei rum con sette, otto anni d’invecchiamento, ecco che mi sono deciso ad andare in Giamaica per visitare la distilleria.

La prima volta è nelle vacanze di Natale del 2013, quando, devo dire che la mia immagine stereotipata della Giamaica, legata a Montego Bay, Ocho Rios, alle vacanze e alle persone alla ricerca di turismo sessuale, viene presto scardinata. Mi accorgo che invece è un’isola con enorme personalità, e soprattutto nella campagna si vive ancora la vita caraibica.

Io, appassionato di saltfish, scopro l’ackee, un frutto che fino a quando non raggiunge la maturazione è velenoso, e che viene cucinato a colazione appunto con il saltfish. E poi il jerk, una tecnica di preparazione giamaicana della carne, che viene cotta secondo un’antica tradizione su enormi bracieri, e che a Boston Bay, un luogo sperduto sulla costa nord orientale, raggiunge il suo apice gastronomico accompagnata da rum ad alto grado e ottimi succhi di frutta.

Esplorando per la prima volta la Giamaica sono come un bambino, entusiasta per la scoperta di un’isola che per me è tutta ancora da conoscere. La cittadina che mi affascina di più è Port Antonio, sulla costa nord orientale dell’isola, ai piedi della Blue Mountain, dove si produce il famoso caffè omonimo. È una zona senza canna da zucchero e questa cittadina sul mare, ancora con le vecchie case, con due bellissime baie divise da un promontorio, con il suo mercato e il suo ritmo di vita lento in stile giamaicano, rum, joint e tanto amore.

L’albergo Geejam in questo momento è gestito da Steve Beaver e John Baker, due produttori discografici americani legati a Richard Branson e Chris Blackwell, l’uomo che ha scoperto Bob Marley. I due hanno quindi acquistato questo albergo dove c’è anche una sala d’incisione. 

Il Geejam diventa la mia base giamaicana, e da lì mi reco alla Worthy Park, che ho cominciato a importare in Italia. Conosco Zan Kong, il giovane direttore export, e Gordon Clarke, il proprietario, erede della famiglia che possiede la distilleria da cento anni.

La Worthy Park era una Sugar Estete, fondata nel 1670. È la più antica compagnia ininterrottamente in attività del mondo dello zucchero e del rum dei Caraibi. Poi, nel 1962, con l’indipendenza della Giamaica, poiché c’era una produzione superiore alla richiesta, il governo aveva dato degli incentivi per fermare le distillerie. Così Worthy Park aveva chiuso, per riaprire

solo nel 2005.

Vedo il loro grande potenziale. Hanno un double retort pot still costruito da Forsyth, e cominciano ad avere uno stock di 4000 barili di Pure Single Rum.

Da Worthy Park mi reco poi sulla costa nord-ovest del paese, dove visito le distillerie Long Pond e Hampden.

Sono un balzo nel passato, straordinarie, con i loro grandi double retort pot still e con tecniche di produzione ancestrali che per me sono una scoperta incredibile. Sembrano distillerie dell’Ottocento.

È un’esperienza di archeologia del mondo del rum, trovare i loro tini di fermentazione di legno, l’utilizzo del dunder, delle vinasse.

Mi appassiono a questa vecchia tecnica di produzione che risale al 1700, e che di fatto sopravvive solo in queste due distillerie, nella zona di Trelawny, nel nord-ovest della Giamaica. I loro rum ad alti esteri sono venduti appena usciti dall’alambicco a prezzi anche tre volte superiori rispetto al prezzo di mercato del rum bianco.

Siamo a soli venti chilometri di Montego Bay, anche se sembra di essere molto più lontani. La zona è circondata dal parco nazionale Cockpit County, ai cui piedi sono situate le due distillerie, una magnifica regione completamente incontaminata, ricca di specie animali endemiche, dove non passa neppure una stradina.

Subito mi nasce un’irrefrenabile desiderio di fare qualcosa con loro e, anche se ci vorrà parecchio tempo per riuscirci, alla fine ci riesco.