Sguardi fieri, spirito puro


di Redazione Velier 2023
Haiti

VelierGiorno 1 Hispaniola, Haiti!

Arriviamo in Repubblica Dominicana nel pomeriggio,

e il centro storico di Santo Domingo ci accoglie con una luce dorata.

Il merengue e la bachata sono ovunque, e riecheggiano da qualsiasi bar, ristorante, casa, auto, come una gigantesca filodiffusione. Troviamo qui la troupe del Gambero Rosso, capitanata dal nostro amico Giovanni Angelucci.

La serata è estremamente piacevole, con una bella cena in un cortile che ci avvicina al volo privato che il giorno successivo ci farà atterrare sulla parte occidentale dell’isola di Hispaniola, Haiti!

VelierGiorno 2 Port-au-Prince

Atterriamo a Port-au-Prince dopo aver sbirciato il contorno dell’isola dai finestrini del piccolo velivolo, e troviamo ad accoglierci all’aeroporto Herbert, socio e amico di Luca.

Saliamo su due jeep con i vetri oscurati e circumnavighiamo l’aeroporto internazionale per entrare in quello locale, dove un piccolo aereo a elica ci porterà a Les Cayes.

Atterriamo dopo un volo brevissimo e subito il caldo e l’umidità ci abbracciano; dopo aver recuperato i bagagli su un carrello spinto a mano saliamo su due jeep, che ci fanno attraversare la cittadina alla volta del porto. Qui due piccole barche in mezzo a un mare decisamente poco calmo ci attendono per portarci finalmente alla nostra destinazione: Île-à-Vache, dove passeremo i giorni successivi. 

La traversata è divertente, l’isola è un piccolo paradiso tropicale, sbarchiamo in un’insenatura bellissima dove ci attende un pranzo incredibile a base di lambi, mais molu e tante altre meraviglie della cucina haitiana.

La troupe inizia a filmare la vita sull’isola, il drone richiama qualsiasi bambino (e non) nell’arco di chilometri: tutti si ammassano intorno a Davide che lo fa volare. I grilli e la serata ci avvolgono e ceniamo in albergo conoscendo gli amici di Luca: persone haitiane dallo sguardo fiero.

Haiti

VelierGiorno 3 Caye-à-l'Eau

Lasciamo l’isola sul presto, dopo aver visto l’alba dalla terrazza dell’hotel.
La destinazione è Caye-à-l'Eau, una minuscola sub-isola dove vive una comunità di pescatori.

Le riprese continuano; è un tuffo in un mondo distante da noi, molto di più delle ore di fuso orario. Approfittiamo del momento di estrema calma per visitare una minuscola scuola e assaggiare il pesce grigliato appena pescato. Sia all’andata che al ritorno ci fermiamo nei pressi di un banco di sabbia bianchissima che si erge in mezzo alle acque cristalline: il gruppo si tuffa in acqua, tra stelle marine e una luce accecante. Caraibi.

Haiti

VelierGiorno 4 Île-à-Vache

Ci addentriamo con le moto verso il centro di Île-à-Vache

e facciamo un piccolo accampamento sotto un albero di mango, dove un capretto verrà macellato e cucinato alla bucaniera per noi: un pranzo “stellato” servito sulle foglie di banano. Giovanni riesce a intervistare le cuoche, noi ci godiamo il banchetto e andiamo in esplorazione dell’interno dell’isola, finendo in una scuola dove tantissimi sorrisi e un canto potente ci regalano un momento indimenticabile.

Haiti

VelierGiorno 5 Les Cayes

Ci mettiamo in barca prima dell’alba.

Siamo d’accordo con dei pescatori locali per far riprendere alla troupe il loro lavoro, la pesca a filo delle piccole imbarcazioni, che molto spesso hanno le vele di plastica. Sbarchiamo poi sull’isola principale per visitare Les Cayes, il suo mercato gremito di persone, rumori e uno stato di perenne e pacifica colluttazione tra corpi per avanzare. Visitiamo una farmacia di altri tempi, che in maniera quasi ironica si chiama moderna. Andiamo poi a visitare la più grande distilleria di Vetiver e intervistiamo il suo presidente, un uomo dal sorriso generoso che ci racconta come Haiti sia diventata il maggior produttore di questa pianta essenziale per l’industria profumiera. 

Torniamo a Île-à-Vache e con le moto attraversiamo l’isola

Intervistiamo altri pescatori e andiamo alla finale del campionato di calcio, facendo il tifo a bordo campo. Poi una capra invade il terreno di gioco e la squadra locale vince, travolgendoci nei festeggiamenti con Luca come mattatore. Rientriamo in hotel a notte fonda, attraversando la foresta cantando.

Haiti

VelierGiorno 6 Cap-Haïtien

Ritorniamo a Les Cayes per prendere il volo per la capitale. Passiamo velocemente dal quartiere generale di Herbert e della famiglia Linge, dove ha sede la distilleria di Providence.

Un breve sguardo al Pot Still e siamo di nuovo in aeroporto: ci aspetta il volo per Cap-Haïtien. 

Qui prendiamo in affitto 3 jeep e iniziamo il lungo percorso verso Saint-Michel-de-l'Attalaye, dove incontreremo Michel Sajous, amico di Luca e distillatore di quel Clairin che finalmente vedremo da vicino. Il tragitto diventa sempre più complesso, lasciamo in fretta l’asfalto e ci inerpichiamo su una strada bellissima, verso l’altopiano centrale. 

Facciamo il nostro primo incontro con una guildive: una di quelle microdistillerie di famiglia che sembrano uscire dal passato, luoghi magici dove ti viene offerto un liquido incolore che sgorga dentro improbabili contenitori di plastica. Chiaramente sono prodotti grezzi, ben lontani dall’eccellenza di quanto si è scelto di imbottigliare. Rimane però un incontro unico: l’odore dalla strada rimarrà sempre nella nostra memoria olfattiva.

Arriviamo col buio: una delle jeep rimane incastrata nel fango in una strada che apparentemente non sembra rappresentare un problema.

Michel ci aspetta nella sua distilleria: ceniamo sotto le luci del generatore improvvisando una tavola rotonda multilingue, in cui le riprese della troupe si mischiano con un’analisi politica di Haiti e una lezione sulle fermentazioni spontanee nel mondo del Clairin. 

Risaliamo sulle jeep: l'albergo è distante, e la pioggia torrenziale ha reso le strade sterrate un misto di fango e acqua in cui non è semplice guidare. A un certo punto la strada è completamente bloccata: diversi camion sono rimasti intrappolati nel fango e non si può avanzare. Improvvisiamo un ritorno a Saint-Michel-de-l'Attalaye, dove Sajous ci trova un letto in un albergo in costruzione. Le sorprese però non sono finite: tra una buca e un cratere, la jeep di testa perde una ruota e tra scintille e spavento si ferma a lato strada. La abbandoniamo lì e ci stringiamo per arrivare nelle camere.

VelierGiorno 7 Saint-Michel-de-l'Attalaye

Il mercato di Saint-Michel-de-l'Attalaye è il fulcro del commercio della regione

L’intero paese si riempie di ogni tipo di merce, dalla carne alle bambole Voodoo, dalla verdura al rapadou. Davide e Valentina continuano le riprese cercando di imprigionare in una videocamera colori, sapori e rumori di uno dei mercati più belli dei Caraibi. Nel pomeriggio Michel ci aspetta in distilleria per spiegarci in ogni dettaglio il suo lavoro, come viene prodotto il Clairin e quali sono le differenze che fanno la differenza con gli altri produttori dell’isola. Dopo cena torniamo in albergo, questa volta senza disavventure. 

Haiti

VelierGiorno 8 Pignon

La mattina partiamo presto in direzione Pignon, dove troviamo la distilleria Le Rocher e il meraviglioso Béthel Romélus

che ci accompagna in una lunga spiegazione sul suo processo di produzione, diverso da quello degli altri Clairin per l’uso della vinasse - vindage in creolo – in grado di aggiungere ricchezza e forza al liquido trasparente che assaggiamo da un secchio appena distillato. Torniamo da Sajous, ceniamo e ci mettiamo in moto verso Cap-Haïtien: un tragitto lungo, notturno, su una strada sterrata infinita che mette a dura prova le auto e la nostra resistenza. Arriviamo stravolti in albergo senza riuscire a dare uno sguardo alla città, antica capitale dell’isola.

VelierGiorno 9 Cap-Haïtien

Ci svegliamo col sole e troviamo Cap-Haïtien vestita a festa, in attesa della celebrazione della bandiera.

Ci uniamo al coro Haiti dei ragazzi, visitiamo la galleria di arte cittadina e ci godiamo le ultime ore nel nord dell’isola, non senza aver prima festeggiato fino a tarda notte con i tanti ragazzi che affollano i locali intorno all’albergo.

Haiti

VelierGiorno 10 Port-au-Prince

Torniamo nella capitale in aereo. Qui Herbert ci conduce nella Distillerie de Port-au-Prince, e qui la troupe intervista lui e Luca.

Noi, nel frattempo, seguiamo con attenzione una profonda spiegazione della visione che sta dietro a Providence, nel suo slancio verso l’estrema qualità e le sperimentazioni con le botti, per creare un distillato di riferimento. La famiglia Linge ci aspetta a tavola per pranzo, un pasto indimenticabile che ci ha quasi fatto perdere il volo di rientro per l’Europa. 

Una corsa in aeroporto e una scarica di adrenalina prima di sedersi sul volo Iberia che ci riporta a Madrid, e poi a Milano. Data la situazione dell’isola siamo riusciti a visitare solo due distillerie e abbiamo sorvolato molte zone, bellissime, rendendo il viaggio meno immersivo di come lo avevamo pensato. L’anima dell’isola però ha colpito tutto il gruppo, e la voglia di tornare per approfondire è tanta.

Au-revoir Haïti.