Tra i barili Demerara


di Luca Gargano 2001

Per la Guyana partiamo il 3 marzo 2001. Prima di atterrare, nel vedere dall’aereo il mitico Demerara River, mi sembra di arrivare nel Far West. È davvero l’ultima frontiera.

In auto, guardandomi attorno, incontro un paese affascinante e multietnico, e una città ancora con case coloniali fatte di legno e sopraelevate, quasi su palafitte, per via della pioggia equatoriale. È come un viaggio nel tempo a ritroso di secoli. Per strada i cavalli trainano ancora i carri.

Arriviamo all’hotel Pegasus e, siccome siamo i primi ospiti stranieri, c’è nei nostri confronti un atteggiamento iperprotettivo, chiesto espressamente da Yesu Persaud. Non ci permettono di uscire da soli, né di viaggiare in auto con il braccio fuori dal finestrino, benché non ci sia nessun pericolo effettivo. Yesu mi affida a George Robinson, il direttore della distilleria, e a Manuel Kanto. Con loro vado a visitare la distilleria.

L’aria è pervasa dal profumo di melassa fermentata. Sembra quasi un museo. La varietà di alambicchi alla Demerara è sorprendente. Vederli cambia per sempre la mia percezione del mondo del rum. Sono alambicchi che risalgono uno al 1700 e gli altri due al 1800: gli alambicchi più vecchi del mondo, mantenuti in perfetto funzionamento da una squadra di manutenzione che nei secoli si è tramandata la conoscenza sulle tecniche di conservazione e uso.

Il giorno dopo posso recarmi ai loro magazzini e cominciare a selezionare i primi barili. Nella warehouse numero uno incontro Sue, una cino-guyanese responsabile del laboratorio di analisi della Demerara. I magazzinieri della DDL fanno rotolare i barili e io me li trovo davanti in schiera. Ho l’acquolina in bocca. Con la pipetta vengono presi i campioni e io li assaggio dal bicchiere.

Faccio una preselezione, e i barili che scelgo vengono portati nel laboratorio della DDL, dove viene misurato il grado e io faccio la degustazione finale, con la quale scelgo i primi tre che prenderò: il Port Mourant 1982, il Diamond 1982, l’Albion 1984.

Qui inizia la storia dei primi imbottigliamenti originali dei differenti marks della Demerara. Dopo la visita alle distillerie, Yesu organizza un pranzo nella sala privata della Demerara Distillers a Diamond, all’ultimo piano della palazzina coloniale.

Yesu mangia molto lentamente, in questa bellissima sala di fine Ottocento. Sul buffet ci sono i piatti della cucina guyanese preferiti da Yesu: il dholl, una zuppa di piselli secchi; il dholl puri, che è un pane sempre di piselli; pesce con purè di patate; pollo al curry; riso fritto; bevendo El Dorato 10 anni on the rocks. Si parla della visita recente del principe Carlo alla distilleria. E degustiamo ancora i rum che ho selezionato la mattina. 

Da allora tornerò ogni anno in Guyana, e Yesu a sua volta verrà in Italia ogni anno, a mangiare a casa mia, portandomi sempre in dono una cravatta.