Velier in Banchi: apre a Genova la nuova casa per chi ama bere e mangiare bene


16 luglio 2026

Nel secolare Palazzo Serra, in coabitazione e collaborazione con il Genoa Store di piazza Banchi, prende vita il nuovo spazio Velier: un luogo di gusto, incontro e condivisione, dove la cura per le materie prime incontra il desiderio più profondo: far sentire ogni persona a casa.

C’è una luce speciale che attraversa i vicoli di Genova: una luce che smentisce l’idea di un centro storico perennemente buio e tetro, e che entra con calore nelle sale di Palazzo Serra, al numero 1 di piazza Banchi. È una luce viva, fatta di riflessi, voci, passi, lingue diverse, rumori di botteghe, finestre aperte. Una luce che racconta Genova per quello che è sempre stata: un porto, un crocevia, un luogo di scambi e contaminazioni.

È proprio qui, nel cuore storico e commerciale della città, che apre ufficialmente Velier in Banchi, il nuovo spazio dedicato al mangiare e bere bene nato all’interno del Genoa Store. Un progetto che unisce due realtà profondamente genovesi, Velier e Genoa, e che trova nella piazza il suo punto di partenza naturale e simbolico.

Il legame tra la Velier e il Genoa è ben radicato: il nonno del presidente Velier Luca Gargano giocava infatti nella squadra più antica d’Italia. Afferma Gargano:

Siamo due aziende genovesi con una storia e una reputazione importante. Abbiamo deciso di creare questo spazio insieme, ed è la prima volta che la Velier apre un suo punto vendita, che nasce innanzitutto come un laboratorio di scambio e di interazione con i migliori barman e ristoratori.

Piazza Banchi è uno dei luoghi in cui Genova ha costruito nei secoli la propria identità mercantile e cosmopolita. Qui si incontravano notai, mercanti, cambiavalute; qui la fiducia era materia quotidiana, scritta, pattuita, spezzata o confermata davanti a tutti. Non è un caso che da questi “banchi” passi anche una parte del linguaggio economico moderno: qui nacque il termine ‘bancarotta’, dal gesto pubblico di rompere il banco dei notai insolventi. Oggi, quello stesso luogo torna a essere un luogo fondato sulla fiducia reciproca e sulle relazioni.

Per Marco Negrello, Direttore di Velier in Banchi, tutto parte proprio da questo dialogo con il luogo:

Velier interpreta e vive la sua città nel centro storico. Velier in Banchi significa proprio questo: essere in Banchi, andare in Banchi, vivere questa piazza in modo genovese, tutto nostro. Ogni vicolo intorno ha una storia millenaria, ogni dettaglio racconta qualcosa. Quando apriamo le finestre al mattino sentiamo il vociare delle persone, le vibrazioni della piazza. Sei dentro un palazzo storico, ma allo stesso tempo sei immerso nella città. È questa energia che vogliamo portare nel locale

Velier in Banchi vuole essere uno spazio di ospitalità privo di etichette limitanti: è un luogo fluido, capace di cambiare ritmo durante la giornata e di accogliere persone diverse con la stessa cura.

Lo racconta Luca Gargano con parole che spiegano la natura più profonda del progetto:

È un ristorante che non è un ristorante, un bar che non è un bar, una lounge che non è soltanto una lounge. È un po’ come la Velier: un luogo dove prima di tutto devi sentirti a tuo agio, in uno spazio luminoso, positivo, accogliente. Puoi venire per bere un caffè scelto della nostra selezione, puoi farti una cioccolata calda di Claudio Corallo che è la migliore del mondo, puoi avere gli Sfizz, che sono dei pairing con il vino, un analcolico o un cocktail, puoi assaggiare dei cocktail storici, fare una merenda o degustare decine di bottiglie rarissime. È un luogo che mette insieme tutte le attività, i viaggi e il nomadismo del gusto di Velier, ma con prezzi responsabili e con l’utilizzo dei migliori prodotti possibili

Questa idea di libertà è uno degli elementi chiave del nuovo spazio. Velier in Banchi non impone un rituale: lo suggerisce. Lascia che sia l’ospite a scegliere il proprio modo di vivere il luogo. La giornata può iniziare con una selezione di caffè, passare attraverso una proposta food semplice ma curata, arrivare all’aperitivo e proseguire con cocktail classici, vini Triple A, distillati rari e piccoli abbinamenti pensati per valorizzare ingredienti e territori.

La materia prima è il centro di tutto. La cucina e l’offerta gastronomica partono da prodotti riconoscibili, scelti con attenzione, spesso legati direttamente al mondo Velier e ai suoi produttori. Anche il più semplice piattino di benvenuto diventa un racconto: la pasta Fabbri fritta, con la sua croccantezza inattesa; i ceci di Pacina tostati e salati; la vera oliva taggiasca, con la sua sapidità precisa e la sua identità inconfondibile. Piccoli elementi, apparentemente essenziali, che introducono un modo di intendere il gusto: diretto, sincero, mai banale.

Nel menu ci saranno le verdure degli orti di Voltri, coltivate in modo del tutto naturale e raccolte solo a perfetta maturazione, scelte in base alla stagionalità e alla loro disponibilità; ci saranno la ‘Nduja e la pancetta Velier Sud, dalla Calabria, prodotte a partire dalla carne di maiale nero di Aspromonte brado; e poi la battuta di Fassona della Macelleria Cazzamali; il Patacotto della Real Group di Parma e il prosciutto crudo del maiale di razza Mangalica dell’azienda Zavoli; i leggendari formaggi francesi di Bernard Antony, l’uomo che ha fatto dell’affinatura dei formaggi una vera forma d’arte; i formaggi italiani de La Casera, guidata da Eros Buratti; il Parmigiano Reggiano del Caseificio Santa Rita, prodotto da latte di Vacca Bianca Modenese e presidio Slow Food; la Giardiniera in agro dei fratelli Pavesi; i lievitati della Cascina Lago Scuro. E poi, ancora, pansoti fatti a mano con salsa di noci, minestrone con lo scucuzzun, tonno rosso dalle Tonnare di Carloforte, la cioccolata di Claudio Corallo in tutte le sue versioni, salse e ispirazioni da paesi diversi e molto altro.

Dal Mediterraneo al Sud America, dalla Provenza ai grandi prodotti del mare, la proposta gastronomica si muoverà tra radici locali e aperture internazionali: Genova, ancora una volta, diventa punto di incontro.

Il tutto con un principio chiaro: qualità alta ma accessibile. La bellezza, per Velier in Banchi, deve poter essere condivisa.

Anche la miscelazione seguirà la stessa direzione. Il bar partirà dai classici, da quei drink che hanno costruito la storia del bere: un Negroni, un Martini, persino un mezzo Martini come si beveva una volta, per recuperare l’antica tradizione dell’aperitivo domenicale prima del pranzo. Un aperitivo che torni al suo significato originario, quello di aprire: il gusto, l’incontro, la conversazione.

Un posto d’onore sarà riservato anche ai drink storici dei barman genovesi che hanno rivoluzionato il mondo dei bar con le loro innovazioni e i prodotti scoperti a bordo delle navi da crociera. Cocktail come il Barracuda e la Lampada di Aladino, il Papadoc e il Trafalgar saranno proposti a rotazione, con un filo conduttore preciso: Genova è il luogo dove tutto è cominciato.

Il vino avrà naturalmente un ruolo importante, con la possibilità di assaggiare produttori Triple A e bottiglie non distribuite a Genova, per una forma di rispetto verso i clienti storici Velier e verso il territorio. E poi ci sarà il mondo dei distillati, con una selezione che rende Velier in Banchi un luogo unico: Caroni, Demerara, rum degli anni Settanta, Macallan, Chartreuse e bottiglie rarissime disponibili in degustazione, anche in sipping. Non come oggetti da contemplare a distanza, ma come esperienze da vivere, capire, condividere.

In questo senso, Velier in Banchi è anche una sintesi della storia di Velier: i viaggi, le relazioni con i produttori, la ricerca delle materie prime, il desiderio di portare a Genova il mondo e, allo stesso tempo, di raccontare Genova al mondo. Un nomadismo del gusto che qui trova casa.

La parola “casa” torna spesso quando si parla di questo progetto. Non in senso retorico, ma concreto. Una casa è un luogo in cui ci si sente accolti senza dover dimostrare qualcosa. Un luogo in cui la cura non è ostentata ma percepita. Nei prodotti scelti, nella luce, nelle finestre aperte sulla piazza, nei dettagli quotidiani, perfino nei piccoli oggetti comprati nelle botteghe vicine.

Conclude Marco Negrello:

Noi viviamo in un paese di bellezza e ne siamo l’espressione. Da secoli vengono da fuori a trovare ispirazione qui. E oggi abbiamo tutti un grande bisogno di bellezza, ma non quella distante: una bellezza quotidiana, fatta di luoghi vivi, di materie prime vere e di incontri.

Velier in Banchi apre così come un nuovo capitolo, ma anche come un ritorno alle origini. Alla piazza, allo scambio, alla fiducia. A Genova come città di mare e di passaggio. Al gusto come forma di conoscenza. All’ospitalità come gesto culturale, prima ancora che commerciale.

Per sentirsi come a casa, con il mondo dentro un bicchiere.