Tutti matti per Camatti: come un’icona ligure centenaria ha riacceso la voglia di giocare nei bar d’Italia (e del mondo)


16 settembre 2026

Camatti Panatta

Nel panorama degli spirit italiani ci sono storie che possiedono il raro dono di rimanere fedeli a se stesse riuscendo nello stesso tempo a rinnovarsi con straordinaria naturalezza.

Quella dell’Amaro Camatti ne è l'esempio perfetto: un’etichetta che affonda le proprie radici negli anni ’20 del Novecento e che oggi, a un secolo di distanza, sta scrivendo un capitolo del tutto inedito nell'universo del bere miscelato e della convivialità popolare.

Per comprendere l'attualità del Camatti occorre fare un passo indietro nel 1924, nella cittadina costiera di Recco.

Fu qui che il chimico livornese Umberto Briganti, insieme al fratello Cesare, mise a punto la formula di un amaro unico nel suo genere, che decise di battezzare con il cognome da nubile della moglie: Camatti.

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La ricetta - una miscela segreta e immutata di erbe, fiori e radici selezionate - ha dato vita a un profilo organolettico singolare: un "amaro non amaro", caratterizzato da una beva estremamente piacevole e morbida. Con la sua gradazione contenuta di 20 gradi, Camatti si è distinto fin dalle origini per la sua versatilità, risultando perfetto da gustare liscio, con ghiaccio o come ingrediente di mixology.
Questo carattere democratico e popolare, mai elitario, ha attraversato i decenni fino al prestigioso coronamento internazionale del 2023, quando la distilleria si è aggiudicata il titolo di miglior amaro al mondo ai World Liqueur Awards. Ma anziché adagiarsi sul prestigio del premio, il brand ligure ha scelto di compiere un salto ulteriore.

Agli inizi del 2025, la collaborazione avviata con Unfollow Advertising e il coinvolgimento di Spacedelicious Enterprise hanno dato forma a un'intuizione tanto semplice quanto dirompente. Partendo dallo storico e indimenticato claim "Tutti matti per Camatti", il brand ha fatto suo uno slogan esplicativo: la vita è un gioco.

Sono nati così i Giochi Camatti, una serie di micro-eventi e attivazioni pensati per riappropriarsi del gioco analogico, reale e spontaneo. Briscola, bocce, biliardino, freccette, mölkky, flipper, Jenga, Uno e perfino sfide goliardiche come sfilate in maschera a Carnevale, tornei di curling o passerelle dedicate alle coppie cane-padrone più somiglianti.

L'obiettivo è quello di riposizionare Camatti nel suo habitat naturale: la piazza, il bancone del Bar Sport, il tavolo attorno a cui ci si ritrova tra amici, con pochi fronzoli e molta voglia di stare insieme.

Dietro il grande impatto culturale di questa iniziativa c'è una solida architettura commerciale e strategica: un lavoro sinergico che ha portato a risultati straordinari: dopo un primo incremento delle vendite del +20% nei primi mesi dal lancio dei Giochi, nell'arco di un anno e mezzo i volumi di bottiglie distribuite sono ufficialmente raddoppiati. Una crescita che dimostra come la desiderabilità di un marchio possa impennarsi quando il racconto commerciale coincide con un'esperienza reale e condivisa.

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Dal grande schermo alla scena internazionale

L'evoluzione del brand ha trovato una forte cassa di risonanza anche sul piano mediatico. La scelta dello storico campione di tennis Adriano Panatta come testimonial televisivo si è rivelata un perfetto cortocircuito di ironia e autorevolezza. Panatta reinterpreta in chiave contemporanea quella celebre dicitura presente da sempre sull'etichetta dell'amaro: "indispensabile agli sportivi".

Parallelamente, il tour dei Giochi Camatti ha travalicato i confini dei locali italiani. Dopo aver toccato città come Milano, Torino, Bologna, Genova, Roma, Sanremo e aver animato la speciale Camatti Week a Napoli, il format è sbarcato all'estero.

Dalle sponde asiatiche di Hong Kong, dove il brand ha incrociato la vibrante energia di locali iconici come il Bar Leone, fino ai mercati australiani di Sydney, Camatti ha dimostrato che la convivialità semplice all'italiana parla un linguaggio universale. Senza dimenticare gli appuntamenti stagionali, come le declinazioni invernali organizzate in parallelo ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina.

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Estate 2026: Camatti Soda, Casa Camatti e il futuro dei locali

Il percorso di innovazione porta nel 2026 importanti novità di prodotto e di format:

Camatti Soda: pensato come la risposta ideale per l'aperitivo estivo. Una proposta fresca, leggera e immediata che esalta le note aromatiche dell'amaro affiancandole semplicemente a soda e ghiaccio, confermando l'attitudine del prodotto a una mixology senza forzature.

Luoghi identitari sul territorio: in diversi bar d'Italia stanno nascendo veri e propri campi da bocce e locali personalizzati che battono bandiera Camatti, trasformando lo sponsor in uno spazio di ritrovo permanente.

Casa Camatti a Milano: in occasione delle finali del The World’s 50 Best Bars 2026, il brand aprirà le porte di uno spazio hub speciale destinato ad accogliere bartender, appassionati e addetti ai lavori da tutto il mondo.

Format per i gestori: i titolari dei locali possono integrare i Giochi Camatti all'interno delle proprie strutture; ordinando il prodotto si ha la possibilità di ricevere il kit completo per trasformare un normale servizio al bancone in una serata di festa e socialità.

L'attualità di una novità lunga cent'anni

In un mercato spesso saturo di narrazioni poco autentiche o troppo elitarie, Amaro Camatti continua a rivendicare la propria natura di brand italiano indipendente. La sua forza sta nel non voler insegnare al pubblico come o cosa bere, ma nel ricordare un principio fondamentale: per stare bene insieme basta davvero poco.

Un bicchiere ben servito, una sfida a carte, due risate tra amici. Ed è subito chiaro perché, a cent'anni dalla sua nascita, siano ancora tutti matti per Camatti.

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