Rupes: una storia tutta calabrese


15 maggio 2024

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Un amaro premiato in tutto il mondo, una storia affascinante ed epica, una ricetta che si tramanda da quattro generazioni: oggi parliamo di Rupes insieme al responsabile marketing Anselmo Scaramuzzino.

La leggenda dell’amaro Rupes comincia nella prima metà del XIX secolo, ai piedi della celebre Rupe di Roccella Ionica, in Calabria. Qui, il giovane commerciante Vincenzo Errigo attende la notte per distillare di nascosto le erbe officinali e le radici aromatiche che raccoglie nella zona, seguendo la ricetta che gli è stata affidata dalla madre. Ed è in questo luogo remoto, anticamente conosciuto come Anphisia, che Vincenzo incontra Pietro, un giovane avvocato che si riunisce a poca distanza dalla distilleria abusiva con un gruppo di intellettuali precursori dei carbonari. Vincenzo fa assaggiare il suo infuso ai giovani, ascoltando i loro brindisi in cui inneggiano alla libertà e alla patria, e sentendo Pietro chiamare il liquore ‘Rupes’ in onore della roccia che hanno davanti.

Sono però tempi complicati, e di lì a poco Pietro e i suoi compagni vengono arrestati e giustiziati. Spaventato, Vincenzo smette di produrre l’amaro che gli ricorda l’intera vicenda; è solo sul letto di morte che ne parla al figlio, lasciandogli la ricetta e chiedendogli di tramandarla, mantenendo il segreto su quanto accaduto per un secolo. Quella stessa ricetta, tramandata per quattro generazioni e oggi affidata a un’affermata distilleria italiana attiva da 75 anni, è arrivata fino a noi dopo quasi due secoli, sotto forma di un amaro digestivo dal sapore intenso che ha conquistato mezzo mondo: un prodotto semplice e complesso, come il territorio in cui è nato.

Come spiega Anselmo Scaramuzzino, responsabile marketing di Rupes:

“Il gusto equilibrato, amabile e deciso fa rivivere un’antica tradizione famigliare di quasi due secoli, che attraverso le sue generazioni ha custodito una ricetta e una leggenda che ci racconta di semplicità, raffinatezza, fermezza e allo stesso tempo di grandi gesta di uomini che hanno contribuito al Risorgimento italiano.

Dopo l’Unità d’Italia è sorta la famosa Questione Meridionale. L’economia ingessata ha reso la crescita imprenditoriale a due velocità nel nostro Paese. Fortunatamente ciò ha preservato la contaminazione delle nostre campagne per l’assenza di industrie primarie, quindi possediamo aria pulita e sana, terreno fertile e sole, che rendono i nostri prodotti agricoli di alta qualità. A distanza di più di un secolo e mezzo finalmente la nostra Calabria è in fase di rilancio, e il mondo degli amari è trainante non solo del Made in Calabria, ma del Made in Italy nel mondo.”

L’Amaro Rupes viene prodotto con la metodologia a freddo di vecchia tradizione, che prevede l’infusione in alcol per almeno 20 giorni di erbe officinali di alta qualità in grandi tini d’acciaio.

La materia prima è davvero fondamentale. “Raccogliamo e selezioniamo le nostre botaniche che crescono spontaneamente incontaminate”, racconta Scaramuzzino.

“Il resto lo fa il sole, rendendo le erbe ricche di clorofilla e proprietà benefiche: il bergamotto che ha dato vita all’Acqua di Colonia cresce e fruttifica solo nella provincia di Reggio Calabria, la radice di liquirizia è sinonimo d’eccellenza made in Calabria e il peperoncino ormai non ha bisogno di presentazioni. Dunque il bergamotto, il finocchietto selvatico, il limone, la liquirizia e l’arancia amara sono le nostre materie prime attentamente selezionate, che coinvolgono in esperienze sensoriali davvero uniche.”

Esistono tre diverse versioni di Amaro Rupes oltre all’originale:

  • il Gold – affinato in barrique di rovere, in cui l’aroma prevalente è quello dell’arancia;
  • il Black – un’edizione limitata che vede prevalere note di sottobosco, tamarindo e liquirizia;
  • il Red – una variante ricca di note di bergamotto e peperoncino, molto calda.

L’accoglienza è stata fin da subito molto calorosa, e del resto la storia imprenditoriale della famiglia Errigo ha svolto un ruolo fondamentale nel presentare al grande pubblico un prodotto artigianale unico. La lista dei premi ottenuti fin qui è impressionante:

“Il nostro Amaro, oltre a riscuotere grande successo commerciale, è stato valutato da giurie internazionali ricevendo la medaglia d’Oro alla World Liqueur Award, che si unisce al primo premio ricevuto nel 2020 dalla giuria internazionale dell’ambìto premio American Awards 2020, istituito dall’American Wines Paper e inoltre, nel 2021, alla World’s Best Erbal  la Best Italian Herbal (Miglior Liquore alle Erbe del Mondo) per la versione Rupes Gold, e alla Silver Medal per il packaging. Riconoscimento alla competizione mondiale di Bruxelles (Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles) con la Silver Medal per Rupes Black Edition a dicembre 2022, Bronze Medal 2022 con Rupes Red e Silver Medal con la Crema di Rupes White alla World Liqueur Awards 2022, Gold Medal alla World Grappa Awards e Gold Medal e Miglior Gin Botanical italiano al Mondo alla World Gin Awards 2023. Ultimo premio del 2024 è il prestigioso riconoscimento di Spirito Autoctono, con l’attribuzione dell’Ampolla d’Oro con l’Amaro Nazionale Deciso.  Ricevere così tante medaglie nel quadriennio era impensabile. Tutto ciò però non ci stupisce, poiché i riconoscimenti sono frutto dell’impegno quotidiano, della professionalità e della qualità in un territorio che ci rende orgogliosi della nostra identità culturale, ci fa sentire determinati nell’affrontare il presente ma soprattutto ci proietta nel futuro con entusiasmo.”

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Non solo Rupes: anche il Gin Principum sta incontrando un buon successo di pubblico:

“Questo gin è stato ottenuto dalla distillazione di frumento e orzo mediante alambicchi di rame secondo il metodo discontinuo, tagliando le teste e le code. L'artigianalità, l'esperienza del mastro distillatore e l'accuratezza nella distillazione garantiscono l'elevata qualità del distillato, in cui sono stati messe a macerare per 4 mesi bacche di ginepro biologiche, bergamotto calabrese e peperoncino piccante della Locride.

L’obiettivo per il futuro è semplice e autentico: “Riscoprire l’importanza del bere bene e di qualità”.

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