Negli States alla scoperta di Michter’s

Siamo a Louisville, in Kentucky, quasi ai confini con l’Ohio. Una città conosciuta come la patria del Kentucky Fried Chicken e delle famose mazze da baseball Louisville Slugger. La produzione Michter’s è stata trasferita qui dalla Pennsylvania negli anni ‘90 con l’acquisizione della distilleria da parte della famiglia Magliocco.

La distilleria Michter’s non è aperta al pubblico ma nel nostro ultimo viaggio negli States abbiamo avuto il privilegio di visitarla con due guide d’eccezione: Matt Magliocco, responsabile marketing del brand, e Willie Pratt, per quarant’anni mastro distillatore di Brown Forman, figura storica nel mondo del bourbon e oggi master distiller Michter’s. Ad accoglierci all’ingresso della distilleria tre silos: mais, orzo maltato, segale. A chi è abituato alle distillerie scozzesi, le cotte che danno vita ai bourbon e ai whiskey americani si presentano come un insieme variegato. Dopo una fermentazione che va dai 3 ai 5 giorni, le cotte passano alla prima distillazione che avviene in un alambicco di rame a colonna. La seconda distillazione avviene invece in pot still e più precisamente, nell'alambicco che troviamo riprodotto sulle etichette delle bottiglie Michter’s.

Nel corso della nostra visita abbiamo avuto l’onore di assaggiare i diversi imbottigliamenti insieme a Willie Pratt:
Bourbon – (almeno il 51% mais) è ottenuto con un mashing tradizionale di mais americano e una produzione di non più di 24 barili per volta. Il mais utilizzato da Michter’s é certificano no OGM, cosa non scontata nel panorama produttivo statunitense.
Sour Mash – la ricetta, prodotta fino al 1989, prevede l’impiego di una porzione del mash fermentato come starter per un nuovo mosto
American Whisky - ricetta molto simile ad un bourbon, la sua particolarità è di poter utilizzare botti usate per l’invecchiamento del whiskey e questo conferisce morbidezza ed eleganza al prodotto
Rye – (almeno il 51% segale) un whiskey prodotto secondo ricetta originale della famiglia Shenk e maturato in botti nuove di rovere bianco americano. La segale proviene dal Midwest e conferisce un sapore speziato e una sensazione vellutata a questa tipologia di whiskey.
Inoltre, dulcis in fundo, abbiamo assaggiato gli imbottigliamenti speciali di 10, 20 e 25 anni che negli USA sono già bottiglie da collezione e che speriamo possano presto arrivare anche in Italia.

E proprio l’invecchiamento è uno degli elementi centrali nella filosofia produttiva di Michter’s. Il whiskey viene messo in legno a 51,5 gradi alcolici, al posto dei soliti 62,5. La gradazione più bassa fa sì che il liquido entri nella botte con un’alta percentuale di acqua: questo comporta un’evaporazione maggiore (e quindi perdita di whiskey) ma consente al liquido di amalgamarsi al meglio per tutta la durata dell’invecchiamento.

Le botti sono selezionatissime, stagionate 18 mesi all'aria aperta, tostate e infine, come avviene tipicamente nel whiskey americano, carbonizzate. La tostatura che precede la carbonizzazione permette una migliore concentrazione degli zuccheri del legno, arricchendo il gusto e il colore del liquido. Tra questi legni un’ulteriore selezione viene utilizzata per l’imbottigliamento dei Single Barrel. All’interno dei magazzini Michter’s, durante l’inverno, vengono creati dei cicli di calore per mantenere costanti le temperature ed uniformare e spingere l’invecchiamento delle botti durante l’anno. Anche qui, l’evaporazione è elevata rispetto alla media ma la qualità del whiskey ne guadagna.

Tanto nella produzione quanto nell'invecchiamento in casa Michter’s è centrale il mantenimento costante degli standard qualitativi. Per questa riconosciuta continuità, la gamma US*1, prodotta in Small Batch secondo la sensibilità di Pratt, è diventata il nuovo punto di riferimento per i migliori cocktail bar d’America.

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