Movia

Aleš Kristančič, una storia da raccontare: i Movia.
Con Movia, nel Brda, si identifica famiglia, proprietà e casa della famiglia Kristančič.
Producono vino nello splendido Collio sloveno, il Brda, dal 1810.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Mirko, il nonno di Aleš, gentiluomo di campagna, finanziò i partigiani che combattevano contro i nazisti.
Il capo dei partigiani era Tito.
Alla fine della guerra venne creata la Repubblica Federale della Jugoslavia e Tito ne fu eletto Presidente; così per riconoscenza, offrì un'importante carica politica al nonno che rifiutò perchè tutto quello che aveva fatto lo aveva fatto solo per spirito patriottico.
Il nuovo regime aveva intenzione, come poi ha fatto, di nazionalizzare tutte le aziende private e di creare una cooperativa, la tristemente famosa Cooperativa di Dobrovo, a cui tutti i vignaioli del Brda dovevano apportare le uve.
Questo avrebbe decretato la fine dei Movia.
Tito allora s'inventa un escamotage più che diabolico, paradisiaco: nella trattativa sulla determinazione dei confini tra l'Italia e Nuova Repubblica Jugoslava, fa in modo che il nuovo confine tagli in due i vigneti di Movia; ha così la scusa per non nazionalizzare l'azienda e anzi nomina Movia fornitore ufficiale del protocollo.


I vigneti non subiscono lo scempio della cooperativa, problemi di vendita non ce ne sono perchè tutto il vino viene acquistato dal protocollo, bisogna solo cercare di continuare a fare il migliore vino possibile.
Questo spiega l'enorme vantaggio di Movia su tutti gli altri produttori sloveni che solo dopo il 1991 hanno potuto ricominciare a produrre vini di qualità.
Il papà Mirko, ha insegnato ad Aleš un rispetto, un amore e un senso di fierezza per le tradizioni del Brda, che è uno dei più belli enclave collinari del mondo, dove oltre alla produzione di vino la natura dona pesche, ciliege e albicocche di qualità straordinaria.
Vecchi vigneti coltivati con una passione e una conoscienza unica da parte di Mirko, memoria storica e strenuo difensore delle tradizioni, tutti i giorni sul trattore.
Niente chimica nel vigneto e, grazie ad una materia prima eccezionale, la possibilità per tutti i vini di stare molti anni in barrique, sempre sulle loro fecce sino all'imbottigliamento che avviene senza chiarifica e filtrazione.
Secondo noi uno dei migliori vini del mondo.

P.S. Il progetto delle Triple A è nato anche grazie a lunghe notti di discussioni tra Luca e Aleš.

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