Il giro del mondo in sei vermouth

Il giro del mondo in sei vermouth

La geografia del vermouth

Vermouth, Vermut, Wermut: denominazioni diverse a seconda della provenienza geografica per designare la stessa tipologia di vino aromatizzato che ha creato l’epopea di cocktail storici come il Martini negli USA o il Negroni in Italia, e che ancora oggi viene bevuto in ghiaccio, con una scorzetta d’arancia, nei caffè di Parigi e nei tapas bar di Madrid.

Geograficamente la culla del vermouth è in Italia, in Piemonte, e in Francia, in Savoia, due aree che nel diciottesimo secolo erano unite in quello che all’epoca era il Regno di Sardegna. La tradizione dei vini da aperitivo in quest’area deriva da due elementi principali: la disponibilità di vini locali e l’antica usanza di produrre e commercializzare tonici e infusi medicinali a base di erbe. Infatti entrambe le regioni, la Savoia e il Piemonte, condividono una grande ricchezza botanica per quel che riguarda le erbe che crescono ai piedi delle Alpi, ingredienti essenziali nella produzione del vermouth.

Quando parliamo di vermouth parliamo di un vino fortificato il che significa che si parte da un vino base addizionato di alcol. La parola vermouth deriva però dal termine tedesco Wermut “assenzio” e deve le sue origini ai vini ungheresi e tedeschi in cui veniva messo in infusione, appunto, l’assenzio. Il vermouth moderno nasce nel diciottesimo secolo a Torino e la sua paternità viene attribuita ad Antonio Benedetto Carpano che nel 1786, fornito di una patente di Vittorio Amedeo III, iniziò a produrlo usando moscato bianco di Canelli rinforzato con alcool, dolcificato con zucchero raffinato, e aromatizzato con particolari estratti di erbe. Negli anni seguenti si affacciarono sul mercato altre interpretazioni come quella di Chambery o quella di Marsiglia. In ogni caso l’assenzio rimase la base della ricetta che oggi come allora varia a seconda del produttore e della zona di produzione.

Oltreoceano il vermouth italiano divenne popolare agli inizi degli anni 70 dell’800 ed è a partire da quegli anni che iniziò ad essere associato al popolare cocktail Manhattan e successivamente al celeberrimo Martini. Al contrario, gli europei amavano sorseggiare questo aperitivo liscio o con un po’di ghiaccio.

Quasi tutti i produttori contemporanei fanno sia vermouth rosso che vermouth dry e molti producono anche vermouth bianco. Tendenzialmente la Francia si riconosce di più nei vermouth dry e bianchi mentre il vermouth italiano è tradizionalmente rosso. Anche la Spagna nel ‘900 ha sviluppato una sua tradizione legata al vermouth dovuta probabilmente alla presenza di immigrati italiani in Spagna del Nord e alla possibilità di sfruttare i vini locali per creare dei vini fortificati e aromatizzati. Accostandosi al vermouth non bisogna comunque dimenticare che, a prescindere dalla zona di produzione, ciascun produttore ha una sua precisa identità e formule proprietari che rendono unico il profilo aromatico di ciascun vino.

Il giro del mondo in sei vermouth

Come di consueto Velier ha deciso di creare un portafoglio esaustivo, selezionando le espressioni più classiche di Chambery, Torino e Reus (Spagna) ed esplorando le sperimentazioni più recenti, dall’Oregon alla regione di Melbourne passando per la Foresta Nera.

Dolin | Chambery | Francia
La Maison che ha inventato il Vermouth di Chambery, nella Savoia Francese, come da decreto del tribunale civile nel 1929. Vengono utilizzate 54 specie botaniche alpine raccolte a mano nel parco della Chartreuse. L’impiego di zucchero Muscovado fa parte della ricetta originale del 1830 per determinare il colore del Rouge.

Mulassano | Torino | Italia
La ricetta autentica studiata nel 1879 per il Caffè Mulassano, dove agli albori del XX secolo nacque il tramezzino. La formula, creata per Amilcare Mulassano dalla Bordiga Liquori in Valle Maira, è stata conservata negli archivi dell’azienda per essere riproposta sul mercato in collaborazione ufficiale con la Velier.

Yzaguirre | Spagna
Bodega tradizionale fondata nel 1884 nell’entroterra Catalano, tra i vigneti di uva Macabeu che viene impiegata per la produzione. L’infusione aromatica affianca piante tipiche del Vermouth, come artemisia e chinino, a erbe mediterranee come il dittamo di Creta e il fiore del Cactus. La maturazione di un anno avviene in grandi botti di quercia locale.

Belsazar | Germania
La novità del Wermut dalla regione del Baden, in Germania: solo Pinot Nero, Pinot Bianco e Pinot Grigio a fermentazione spontanea in 6 differenti cuvèe e assemblaggi, 20 specie selvatiche di botaniche della Foresta Nera e fortificazione a base di acquaviti distillate a ripasso da Alfred Schladerer.

Maidenii | Australia
Collaborazione tra il viticoltore francese Gilles Lapalus, trapiantato nell’azienda Sutton Grange nella regione di Central Victoria, e il mixologist Shaun Byrne, manager del Gin Palace di Melbourne. Solo vini biodinamici di base e infusione di botaniche endemiche del territorio Australiano pre-colonializzazione, come il Sedano di mare e l’Eucalipto fragola.

Ransom | USA
Da una fattoria di 40 acri nel villaggio di Sheridan, nell'Oregon,, un Vermouth a base di vinificazioni singole di Pinot Nero e Pinot Bianco in regime biologico. Fortificazione a base di brandy casalingo distillato in alambicchi di rame e invecchiamento in piccoli carati di rovere francese. Infusione aromatica classica, 

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