Caol ila

SULLA ROTTA DEL SOUND OF ISLAY

22 Settembre 2005 10.15 A.M. il Saab 340 della Loganair atterra all'aeroporto di Islay; è l'unico aereo sulla pista; ritornerà un'altra volta da Glasgow alle 5.15 P.M. portando sull'isola non più di sessanta persone nei due voli giornalieri.A piedi, che bello, alla piccola aerostazione dove gli impiegati ti accolgono come i receptionists di un piccolo albergo di charme di campagna: poco computer, tanta gentilezza, servizio personalizzato. Un aeroporto casalingo. Finalmente si respira. Vento, nuvole galoppanti nel limpido blu, alberi come vele protese dal vento dominante. Siamo pronti per conoscere l'hidden malt, il culto, il suono di Islay ma, innanzi tutto, prendiamo coscienza di dove siamo.


LA NATURA DI ISLAY AL SERVIZIO DEI SINGLE MALTS

636 km2, grande come Ibiza, 3459 abitanti, una densità di 5 abitanti per km2 che la pone tra i luoghi meno abitati del pianeta. Circondata da un mare pescoso e pulito, ricca di acque incontaminate, foreste e brughiere dove la torba è facilmente estraibile. L'acqua, il mare, la torba, ecco i tre elementi che hanno permesso ad Islay di essere l'isola a più alta densità di distillerie fumanti del mondo, anzi, di essere un mondo a parte nel panorama dei Single Malt Whiskies. L'acqua: l'acqua è indispensabile per la produzione dei distillati ed influisce in modo determinante nel processo di "malting", nella fermentazione e nella distillazione, oltre che nell'eventuale riduzione di grado alcolico.


Oggi molte distillerie sono costrette ad usare l'acqua della rete idrica comunale; qui, no, ogni distilleria ha il suo ruscello, il suo loch, per produrre un whisky unico. Il mare: eh sì, il mare è riuscito ad influenzare questi grandi distillati. 260 milioni di anni fa ha sommerso l'isola con acque poco profonde e calde per più di 100 milioni di anni. Riemersa grazie all'attività sismica, ha poi vissuto le varie epoche glaciali e, 14000 anni fa, alla fine dell'ultima glaciazione, ha cominciato a formarsi la torba. La torba è il prodotto della decomposizione della vegetazione: erba, muschio, erica, ginestra e solo qui ad Islay, alghe marine e sabbia, ricordo di 260 milioni di anni fa. Le due torbiere dell'isola, Machrie Peat Moss e Kintour Moss forniscono quindi una torba dalle caratteristiche uniche: iodata, medicinale, salata.


AIRPORT - PORT ASKAIG 23,5 KM

Percorriamo la strada secondaria B016 in direzione di Bridgend. La torbiera di Machrie Peat Moss, fattorie di pietra, ruscelli, mucche Highlands e pecore dal muso nero dappertutto. Nessun edificio fuori dal contesto. Gli animali domestici convivono con quelli selvatici: sull'isola ci sono più di mille cervi, a giorni arriveranno più di 15000 oche facciabianca; le trote marroni del Loch Gorm sono famose tra i pescatori di tutto il mondo e nel fiume Laggan abboccano salmoni da 12 libbre. Siamo lontani dagli orizzonti di asfalto e cemento. Eccoci a Bridgend. Poco fuori dal paesino,The Islay Mill Company, il piccolo opificio tessile che produce splendidi tweed e tartan; tra i telai mossi ancora dal mulino ad acqua, Mister Gordon Covell ci illustra i mestieri dell’isola.


Ad Islay non c'è nessuna industria, si vive di allevamento, pesca, birra, golf, turismo e naturalmente whisky. La pesca si effettua su piccole imbarcazioni: branzini, aragoste, capesante, littorine e granchi sono le prede più ambite. Il Machrie Hotel, grazie al golf, è l'albergo più frequentato; piccole inns e bed & breakfast che organizzano battute di pesca e di caccia sono dislocati nella campagna. Non esistono alberghi con più di 20 camere. Da due anni si produce una "real ale", la Islay Ale, non filtrata, non pastorizzata. Il malt whisky è naturalmente il vanto della Perla delle Ebridi. Marche famose in tutto il mondo che non sono frutto dell'industria e della pubblicità ma del lavoro sapiente di pochi artigiani e pochissimi artisti: i Master Distillers.


Tutto è in equilibrio, sembra che gli abitanti abbiano trovato il passaggio nella cruna dell’ago verso una possibile New Age.
Vivono tranquilli, in armonia con la natura, lavorano artigianalmente pur non disdegnando tutte le tecnologie e comodità dei nostri tempi.
Ripartiamo imboccando la A826 che tra 12 km ci porterà alla Caol Ila. Sulla strada ci fermiamo al Ballygrant Inn, piccolo hotel familiare, sede della Islay Whisky Club, per avere prima dell'arrivo un po' di tempo per rinfrescare la storia della distilleria.


CAOL ILA WHERE DO YOU COME FROM?

Sono 160 anni che alla fine della A 846 si produce il Single Malt nella location sicuramente più suggestiva di tutto il mondo dei distillati.
Hector Henderson, dopo aver ceduto la sua partecipazione nella Littlemill Distillery, scovò, vicino a Port Askaig, sullo stretto che separa Islay dall’isola di Jura, una piccola ansa circondata dalle colline prospicienti al mare, ricca di acqua pura e con una piccola cascata che poteva essere usata come fonte di energia idrica. Decise di costruire in questo luogo remoto ed affascinante la sua nuova distilleria che chiamò con il nome gaelico dello stretto: Caol Ila, la musica di Islay.
Nel 1854 Henderson si ritirò e la distilleria fu acquistata da Norman Buchanan di Glasgow in società con la distilleria Isle of Jura.Altro cambio
di proprietà nel 1863 quando fu acquistata da Bulloch Lade & Co, importanti commercianti di whisky, già proprietari della distilleria di Loch Katrine a Glasgow e che avrebbero costruito alcuni anni dopo Benmore a Campbeltown. Nel 1879 venne costruito il molo dove le navi a vapore potevano attraccare portando orzo e carbone e nel contempo ritirando barili pieni di whisky.


Bullock Lade a fine secolo era leader nel mercato inglese, ma, come molte altre aziende dello scotch whisky, venne messa in liquidazione volontaria durante la grande guerra. Nel 1920 Robertson & Baxter comprò la distilleria e la cedette nel 1927 alla DCL che la passò alla consociata SMD nel 1930. Chiusa sino al 1937, ritorna a lavorare sino al 1941 quando smise di fumare per motivi bellici sino al 1947. Negli anni ’60 il mercato mondiale dei blended si sviluppò vertiginosamente con sempre più bisogno di grandi malti per mantenere una buona qualità.
Lo stile Caol Ila è perfetto e fondamentale in diversi prodotti come Bell’s,White Horse e Johnnie Walker. La SMD decise quindi di puntare
su questa distilleria potenziandone la produzione. Nel 1972 i vecchi edifici, a parte i magazzini di stoccaggio, vennero demoliti, e la distilleria
fu ricostruita mantenendone i caratteri architettonici. Alla ripresa della distillazione, il prodotto non venne più imbottigliato e tutta la
produzione destinata ai blended del gruppo. Il ritiro dell’etichetta è l’inizio del mito Caol Ila; per 30 anni il prodotto è quasi introvabile a
parte poche bottiglie commercializzate dai blenders indipendenti.
Finalmente, nel 2002, la proprietà decide di riprendere il bottling. Nasce l’Original Bottle Collection: distillato, invecchiato e imbottigliato alla Caol Ila.


THE SOUND OF ISLAY

Ed eccoci al piccolo porticciolo di Port Askaig: lontre, barche colorate, cormorani e pescatori che scaricano il pescato; una deviazione di un
chilometro e scendendo la strada tortuosa possiamo ammirare la piccola ansa, remota, lontana da tutto dove vive Caol Ila; un nido sul
mare dal quale sembra di poter toccare con un dito l’isola di Jura. In mezzo, Caol Ila, the Sound of Islay, lo stretto che divide le due isole e
che ha dato il nome alla distilleria.
Due tornanti e siamo arrivati.
Ad attenderci Bill Stitchell, Operational Manager e Master Distiller, che ci accompagnerà nella visita alla distilleria. Bill ha una storia
speciale da raccontare.


L’’EPOPEA DEGLII STIITCHELL

Islay è un isola di whisky e gli Stitchell sono una famiglia di whisky.
Il bisnonno da parte di madre, un MacCallum, lavora come maltman a Caol Ila nel 1899. Il nonno da parte di padre e suo padre William hanno pure sempre lavorato alla distilleria. Nato a Bunnahabhain, lavora dal 1974 anche lui a Caol Ila. Ha iniziato come magazziniere, poi addetto alla “Cask Filling”. Nel 1978 viene promosso alla “Tun Room” e nel 1982 diventa capo del Mashing. Dal 1990 è l’Operations Manager della distilleria. In questo secolo di turnover sfrenato Bill è una rarità che permette a Caol Ila di avanzare nel tempo mantenendosi fedele alle tradizioni e portandosi dietro un bagaglio di esperienza di più generazioni. Anche questo è parte del fascino di questa distilleria.


VISITA ALLA DISTILLERIA

VISITA ALLA DISTILLERIA

Camminiamo lungo il grande deposito con la scritta Caol Ila in nero; nasse per la pesca delle aragoste appoggiate sul muro…
Il deposito contiene i barili nonchè il malto con una capacità di stoccaggio di 250 tonnellate.
La varietà Chariot, arriva alla Caol Ila da Port Ellen, la mitica distilleria chiusa nel 1983, oggi totalmente dedicata alla produzione di malto.
Come abbiamo già visto il malto prodotto ad Islay è unico grazie ad una torba composta dalla decomposizione di erba, erica, mirto di palude
e soprattutto di alghe e sabbia che ne accentua il carattere marino.
Quanti ppm di fenoli ha questo whisky è la domanda che tutti gli appassionati di grandi Single Malt chiedono agli esperti. La quantità di parti per milione di fenoli esprime quanto è torbato un whisky. Da 0 a 10 ppm il distillato è considerato poco torbato, da 10 a 30 ppm mediamente torbato, sopra 30 ppm molto torbato. Caol Ila richiede un malto che possa esprimere in bottiglia 34,5 ppm di fenoli.


Il malto passa nel mulino bianco e rosso della Porteus di Leeds in funzione dal 1955 ed è ridotto ad una sostanza farinosa il cui calibro è
molto importante per l’estrazione di tutti gli zuccheri possibili; non deve essere né troppo fine né troppo spesso.
Il grist, così è chiamato il malto macinato, viene poi messo nei mash tun dove viene miscelato nella proporzione di 11,5 tonnellate di malto
per 45.000 litri d’acqua che viene introdotta in tre tempi diversi a temperature diverse: 74°C, 76°C, 78°C per l’estrazione finale.
L’acqua proviene dal Loch Nam Ban, il laghetto sopra la distilleria, il cui emissario sfocia proprio di fianco alla baia.
Alfred Barnard nel suo magnifico libro “The Whisky Distilleries of United Kingdom” edito da Harpers Weekly Gazette nel 1887,considerato l’opera magna sul whisky, dice:“the water used, said to be the finest in Islay”. È un’acqua proveniente da un suolo argilloso non troppo torbato che controbilancia i 34,5 ppm di fenoli rendendo lo stile di Caol Ila più fresco e relativamente meno impegnativo rispetto algli altri whisky di Islay. Il liquido, proveniente dal mash tun, viene messo nei tini di fermentazione, i wash backs.
Ogni mash produce 55.000 litri di wash, che sarà fermentato, per ben 5 giorni, nei wash backs, grazie all’aggiunta di 125 kg di lievito di
birra: una lunga fermentazione per estrarre il massimo della complessità aromatica.
Gli otto wash backs, alti 6 metri, sono in legno di larice scozzese.
Oggi c’è la tendenza ad usare fermentatori in acciaio inox, ma Billy è convinto che seguire la vecchia tradizione apporti una flora batterica

più importante per lo sviluppo della complessità nella fermentazione aromatica. Alla fine della fermentazione il wash titola 8% di alcool.


GLI UNICI POT STILLS CHE GUARDANO IL MARE

GLI UNICI POT STILLS CHE GUARDANO IL MARE

Ci trasferiamo nella still house. Camminiamo davanti al piccolo molo e rimaniamo a bocca aperta davanti alle cinque vetrate a tutta
facciata, prospiciente il mare, dove si affacciano, unico caso al mondo,i sei pot stills costruiti 34 anni fa con grande perizia artigianale dalla
R.G. Abercrombie riproducendo fedelmente i preesistenti per mantenere intatto lo stile Caol Ila.
La distillazione avviene nei tre wash stills che hanno una capacità di 20.000 litri e producono un low wine con il 21% di alcool che sarà
ridistillato nei tre spirit stills da 14.000 litri, tagliando le teste e le code con un’uscita a 70,5% di alcool. Una operazione in cui si utilizza tutto il know-how del Master Distiller. Ritorniamo con Billy Stitchell al deposito dei preziosi barili.


AGEING

AGEING

Il 99% della produzione di Caol Ila viene imbarcato e spedito ai depositi sulla terra di Scozia per essere usato come componente preziosa dei blended whiskies più venduti nel mondo. 5.500 botti di rovere americano, di secondo e terzo passaggio, rimangono nell’antico, deposito che sente le brezze salate del Sound of Islay: evolvendosi nel tempo produrranno un Islay Malt che conterrà nel suo profumo e nel suo sapore tutti i gesti del luogo, del tempo e dell’uomo che hanno partecipato a lasciare molti anni dopo, l’eco di molti anni prima.
Ed è per questo che degustando un Caol Ila oltre al piacere edonistico si può percepire il Sound of Islay.


CAOL ILA CASK STRENGHT

CAOL ILA CASK STRENGHT

Se Caol Ila rappresenta il carattere di Islay, allora si può dire che il Cask Strength ne è l’anima. Puro, affumicato e torbato come forse nessun
altro malto dell’isola di Islay, Caol Ila Cask Strength raccoglie i sapori più intensi e profondi di questa terra remota e incontaminata. Austero
nello stile, dalle note marine e salmastre, risente nella sua identità, di un Single Malt che viene imbottigliato a gradazione piena, cioè senza

l’aggiunta di acqua demineralizzata.


CAOL ILA 12 YO

In questo prezioso Single Malt invecchiato 12 anni in botti di rovere, si fondono armoniosamente il sapore inconfondibile dei malti dell’isola di Islay e le note di gusto piacevoli e dolci che il legno entamente rilascia nel corso del tempo. Il sapore fresco, di intensità crescente, pungente e salmastro, dona al palato delle note intense di malto e frutta bianca.


CAOL ILA 18 YO

CAOL ILA 18 YO

Maturo, di grande corpo, sorprende soprattutto all’inizio per l’intensità del gusto, assolutamente distintivo e riconoscibile per la completezza del
sapore. Delicato al palato, una volta in bocca sprigiona una sensazione unica di torba, con note di mare levigate dalla netta sensazione di

vaniglia, frutta matura e legno.

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