Alessandro Mecca incontra la pasta di Emidio Pepe

Alessandro Mecca incontra la pasta di Emidio Pepe

Spazio 7 è un piccolo diamante della cucina torinese, incastonato al 1° piano dello Spazio Espositivo della fondazione Sandretto Re Rebaudengo, cuore pulsante dell’arte contemporanea a Torino. Vista la location anche la sala risulta un sobrio omaggio all’arte. E allo stesso modo anche lo chef Alessandro Mecca, insieme alla sua brigata, propone una cucina coerente con questi spazi, scelte moderne ma con radici saldamente ancorate alla tradizione gastronomica italiana.

In questo periodo Alessandro ha ideato un grande piatto per il suo menù degustazione: mezze maniche E. Pepe, zucchine e ricotta. Senso estetico e minimalismo sono le idee alla base di questa portata, in cui i tre ingredienti principe sono disposti in maniera incredibilmente armonica nel piatto; la morbidezza della ricotta e l’acidità della zucchina, appena marinata in aceto, conferiscono allo stesso tempo equilibrio, energia e giuste proporzioni in bocca.

L’intero quadro è studiato in funzione della pasta che è giustamente assoluta protagonista.

Pochi ricordano che un vignaiolo è anche e soprattutto un agricoltore e per questo in pochi sanno che Emidio Pepe, leggendario vigneron, produce una pasta in grado di emozionare quanto il suo Montepulciano d’Abruzzo. La pasta di Emidio si può definire più che artigianale, e nasce con l’obiettivo di nutrire le persone con farinacei non geneticamente modificati e raffinati. Il grano duro antico “Senatore Cappelli” utilizzato, la cui semola possiede straordinarie qualità organolettiche e nutritive, è seminato e allevato nei pressi dei vigneti e la macinatura scelta ne custodisce la crusca e conserva intere le proprietà del chicco. Infine avviene una trafilatura in bronzo e l’essicazione avviene lentamente a bassa temperatura.

Tornando al piatto di Alessandro Mecca, chef classe ‘84, ciascun ingrediente mantiene la propria identità gustativa, ma soprattutto spicca la qualità della pasta di Pepe, che cotta al dente sprigiona una consistenza quasi carnosa, in grado di riportarci alla mente un gusto di grano puro e primordiale che ormai abbiamo dimenticato.

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