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Anche quest'anno, come già negli anni precedenti, Gino Barile ha festeggiato, Domenica 11 ottobre, la Fine della Distillazione della sua Grappa.
Una Festa corale a cui sono invitati amici, conoscenti, clienti, tutti coloro che amano quel suo mondo fatto di semplicità, di gesti antichi e sapienti, di autenticità e pazienza.
Domenica 11, Gino ha fatto l'ultimo “carico” di vinacce nei suoi alambicchi: uno spettacolo d'altri tempi!
Anche quest'anno, come già negli anni precedenti, Gino Barile ha festeggiato, Domenica 11 ottobre, la Fine della Distillazione della sua Grappa.
Una Festa corale a cui sono invitati amici, conoscenti, clienti, tutti coloro che amano quel suo mondo fatto di semplicità, di gesti antichi e sapienti, di autenticità e pazienza.
Domenica 11, Gino ha fatto l'ultimo “carico” di vinacce nei suoi alambicchi: uno spettacolo d'altri tempi!
Le vinacce di dolcetto di Ovada, arrivate direttamente dal torchio, cariche ancora dei profumi del mosto, sono state immesse in due incredibili alambicchi a “bagno maria”, alimentati dal fuoco a legna. Dopo due ore circa, il liquido prezioso ha smesso di fluire nell'ottocentesco “contalitri” , le vinacce ormai esauste sono state tolte dagli alambicchi, la distillazione è finita.
Ora la Grappa riposerà per quattro anni nei contenitori in inox, dove, dice Gino “... le molecole, come in un buon matrimonio, impareranno a convivere...”.
Poi, una metà sarà imbottigliata, l'altra continuerà il suo viaggio in piccole botti di legno dove riposerà per dieci, dodici, quindici, venti, trent' ......anni.
Tanti auguri, Gino, che la Festa continui....ancora per tanti anni!