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Velier Explorer

Sulla rotta del Rum dal 23/06/10 al 30/06/10

Diari di bordo

Quando decidi di andare un po’ a zonzo per i Caraibi, fare un’ itinerario preciso pensando di mantenerlo è semplicemente un’illusione. Anzi più che un’illusione, è proprio un errore, anche perché il bello è esattamente non sapere dove sarai l’indomani, chi incontrerai, in quale situazione sarai coinvolto, e che razza di casino dovrai sistemare.

Quando poi uno dei compagni di viaggio si chiama Luca Gargano tutto questo è portato all’eccesso. Il talento del viaggiatore è proprio quello di giocare a perdersi, traendo tutto il meglio dalle situazioni, sapendo (quasi) sempre che in una maniera o nell’altra te la caverai. Più sono gli imprevisti e più miti e leggende ci saranno da raccontare.

Plan iniziale: Marie-Galante, Guyana Britannica.
Viaggio finale: Parigi, Marie-Galante, Barbados, Guyana, Antigua, Guadalupa, più qualche scalo in terminal free-smoking tra Martinica, Trinidad e St.Lucia.

Nemmeno sei partito e ti ritrovi alla Maison du Whisky, centro Parigi, in una degustazioni di venti e più vini Triple A di fila: Luca conosce e racconta, uno per uno, con tutti i dettagli che solo l’appassionato sa conoscere e riconoscere, tutti i prodotti e i produttori del manifesto Triple A. Soffermandosi più sulle personalità degli uomini che su quelle dei vini: perché questi sono lì , nel bicchiere, a sprigionarsi e a farsi lodare proprio nell’enclave du vin française. I vini triple A sono sorprendenti perché sempre diversi, e sconvolgono i canoni cui l’industria ci ha voluto abituare. Rappresentano la ricerca del futuro nel passato. 

Il finale di serata, tra le vie della Ville Lumière, rimarrà stampato solo nella memoria…

Sveglia all’alba, destinazione Paradiso, Marie-Galante, meravigliosa e rurale isoletta a largo della Guadalupa, nemmeno a dirlo terroir di Rhum Rhum.Com’ è noto RhumRhum, sperimentale distillato a base di canne à sucre, è un progetto a 3 di Velier, del maestro Capovilla, e della distilleria Bielle, che ne ospita gli impianti.
Il motivo del viaggio ( è un viaggio di lavoro, che credete?) è proprio aprire le botti di RhumRhum in fase di invecchiamento, valutarne il risultato, decidere quando e come potrà essere imbottigliato.
Insomma tra qualche giorno vedremo che RhumRhum scuro vi troverete in bottigliera tra qualche mese.
Ultima nota rilevante: da qualche settimana RhumRhum è stato valutato ( il Blanc ovviamente ) Le Meilleur Rhum Agricòle au Monde! http://www.whisky.fr/recherche.php?nom2=RHUM%20RHUM Da loro, dai francesi, capite?!

Incontriamo il Maestro Capovilla, e con Max, vulcanico e simpaticissimo operatore video, Tania e Anna siamo in 6. Si vola in Guadalupa e là ci s’imbarca verso Marie-Galante. La sensazione è subito quella di essere a casa. E’ un mondo fermo nel passato. Anzi è fermo in un angolo ideale dei nostri desideri, dove tutto è ancora vergine da modernità, industrializzazione, condizionamenti, possibilità di falsificazione, dove tutto è come quando eravamo innocenti. Marie-Galante è uno stato mentale, è una bellissima sensazione.

Va tutto alla perfezione, so di essere qui con due degli uomini più innamorati di questa isola e di questa sensazione.

Tornando a noi, le giornate qui sono costellate di episodi sorprendenti, insoliti, a volte esilaranti, dall’intensità incredibile. Tra le pagine di questo sito si è già raccontato delle mirabolanti avventure di Gargano o di Capovilla, ora capisco che è tutto vero. Un’ incontenibile intrattenitore, conoscitore della cultura locale, a tratti sciamano della cultura creola, ha l’abilità di far accadere intorno a sé cose mai viste. L’altro, di eguale genio ma espresso in modo totalmente opposto, conosce i segreti dell’isola e della sua natura e ne è infinitamente affascinato, un druido veneto nel nuovo mondo.

La situazione a Marie-Galante manco a dirlo è sempre la stessa, la natura esplode ovunque, i creoli mantengono il loro mood n’y pas problèm’ e i tori trainano sempre le cabrouettes. I due più storici, Tarzan e Vitamin incontrati lo scorso anno sono ahimè diventati Chaudage (ces’t la vie ) , ma conosciamo Finesse, Hallyday e Muller. Per la verità si intravedono dei trattori, Luca infatti è nero, e medita di proporre un fondo per il mantenimento del lavoro manuale/animale alle autorità Guadalupensi.
 

Incontriamo anche Michele, simpaticissimo veneto di Bassano, alter-ego di Capovilla sul campo, che vive ormai da quattro anni in loco a produrre il prezioso nettare. Michele se la spassa, altrochè, e porta avanti questo esperimento geniale del duo delle meraviglie che è RhumRhum.

RhumRhum è l’unico Rhum prodotto esclusivamente da canna B47.259, l’unico Rhum che usa lieviti naturali (nessuna addizione di lieviti selezionati) , l’unico che non prevede diluizione del vesou, la fermentazione più lunga di tutti gli agricoles, l’unico ad essere distillato solo da raffinatissimi alambicchi stile Père Labat di rame, tecnologia Muller tedesca, disegnati appositamente da Capovilla.
RhumRhum è il miglior Rhum Agricòle del mondo per il semplice motivo che porta tutte le variabili della produzione all’eccesso, è uno studio di tecnica, è un esperimento. Non è paragonabile a niente che sia mai stato prodotto per essere messo in commercio.
E’ come se mettiamo a paragone tutte le automobili sul mercato, dalle utilitarie alle ammiraglie, alle super sportive, Porsche, Lamborghini, Ferrari.. e poi abbiamo una Formula 1. Questa è fuori criteri, tutti i canoni sono portati all’eccesso, è una vera fuoriserie. Non è fatta come tutte le altre, è un esercizio tecnologico unico. Questo è il concetto che sta dietro a RhumRhum.

 

Ebbene, Immaginatevi l’emozione di entrare nella cantina dove RhumRhum sta invecchiando. Ci sono botti di vario tipo, ex Bourbon, ex Borgogna bianco, ex Bordeaux, addirittura ex Chateau d’Yquem. E tutte contengono il prezioso Rhum.
Qui sta maturando, si stà evolvendo. Se da un lato perderà alcune delle caratteristiche aromatiche del Blanc, dall’altro prenderà strade inaspettate, strade che Capovilla monitora costantemente e intanto interpreta e crea.

L’attesa è grande quanto l’emozione. Il ‘Capo’ si arrampica sulle botti, preleva campioni, maneggia tubi e pipette e presenta quattro risultati possibili. Degustazione. Il silenzio è d’oro. Il Rhum invece è molto più scuro. Dopo pochi anni è già molto scuro, merito del legno usato e delle caratteristiche del distillato. Ascoltare Capovilla che racconta (non che si sbottoni molto..) i motivi dei colori e degli aromi è una opportunità più unica che rara. Se ci metti anche lo scambio di opinioni con Luca la cosa si fa ineffabile. Infatti non riesco ad andare oltre nel racconto. Dico solo che quello che ci sarà in bottiglia sarà il più sorprendente e rivoluzionario sul mercato. Sia al naso, sia al palato, e sia come concetto. Sarà uno scossone al concetto di Rhum invecchiato.

 

 

Due episodi mitologici e indimenticabili.
La scoperta alla Indiana Jones del Rum della distilleria abbandonata La Salute (alias Totò), nel mezzo dell’isola, ormai inghiottita da un ventennio dalla natura dominante.
Mi arrampico su quello che rimane del vecchio Père Labat, è tutto distrutto il legno è pericolante, le vasche arrugginite e due splendidi tonneau in condizioni da film western. Mi addentro anche nella Habitation, cucina abitabile, doppi servizi, la camera dei bimbi è così così, e strani roditori sgattaiolano qui e là. Luca è a piedi nudi e rischia il tetano più volte, Max , impavido fotografo rischia parte dell’attrezzatura. Una vera chicca d’altri tempi. Ottima scoperta, Gimme Five!

 

 

 

L’altro episodio è la visita ad una famiglia locale che ancora produce lo sirop de batterie, ovvero lo zucchero da succo scaldandolo a fuoco vivo per evaporazione, un processo ormai in via di estinzione. Il risultato è delizioso, dall’aroma zuccherino, leggermente tostato, di splendida liquirizia, non stucchevole e nel Ti’ Punch è assolutamente perfetto. Divertente ascoltare come Luca prova a comprarne 300 bottiglie contrattando con il familiare di larghe vedute…

Arrivati a cento T’Punches spalmati sui 4 giorni possiamo partire, alla volta della Guyana.In realtà faremo tappa a Barbados un pomeriggio, il meeting è con Frank Ward, produttore dell’unico Pot Still distilled Rum sull’isola, Mount Gilboa, nonché presidente di WIRSPA, per vedere di portare questo nuovo marchio sulle bottigliere italiane.
Come nuovo manager dei Rum di Velier, mi sentivo di portare in dote qualcosa, e Mount Gilboa è proprio la mia chicca. Sono appena riuscito a mettere intorno allo stesso pranzo Luca Gargano e Frank Ward, la missione è compiuta. Loro faranno il resto. A parte il fatto che non avevo mai visto Frank ridere a crepapelle in vita mia, ma sono andati veramente d’accordo, lui è un microbiologo esperto di lieviti e di fermentazioni, Luca racconta invece qual è la sua visione nell’utilizzo degli stessi, nonché spazia su concetti filosofici e Frank gli va dietro, come mai avevo visto fare. Anzi, manco a dirlo, dopo due anni in Wirspa ci voleva Luca per conoscer veramente le passioni di Frank. I due si trovano, decisamente. La visita alla distilleria è d’obbligo, per me è la sesta volta, per loro la prima. Insomma l’accordo c’è, Mount Gilboa, i suoi aromi complessi, la sua personalità intensa più unica che rara, la sua eleganza British d’altri tempi, ci delizieranno già da quest’inverno.Ringraziamo Frank, come al solito vero gentleman, e siamo pronti per la Guyana.

Per Luca è la Terra Santa, quando arriva qui la faccia è un’altra, la confidenza col luogo e con la gente è massima, è una seconda casa, se mai ne abbia una prima…L’accomodation prevista è nientemeno che il compendium delle DDL, altro che Hotel Meridien!
Un complesso di case coloniali antiche ristrutturate attaccate alla distilleria, vista Enmore wooden column con aroma insistente di melasso.Sveglia e meeting con The Chairman , Mr. Yesu Persaud, patron della Demerara Distillers, re in pectore della Guyana Britannica, uomo più potente e al contempo più cordiale del paese. Per me una leggenda vivente, oltreché un uomo che ti tratta sempre come un suo pari o di più ancora.
Per Luca è qualcosa d’altro: lo stesso Yesu lo ha definito ‘My brother, My Friend, My Son’Certo è che davanti a Yesu ci si sente piccoli piccoli.
La Guyana è culturalmente tra i più incredibili melting pot del mondo, è il fulcro dell’industria del Rum da circa 350 anni, cioè da sempre. La Demerara Distillers ha il controllo delle melasse nei Caraibi, distilla Rum per decine e decine di brand, e ha una storia antica e molto complessa, che convoglia a sé molti dei cambiamenti del paese stesso.

Visita in distilleria, per me la seconda ma la prima con Luca. Al seguito di Karl Canto ci addentriamo fra gli alambicchi e i segreti della DDL, lui è il Chemist Master Blender della DDL e memoria storica della azienda. Le domande sono infinite e provo orgoglio e felicità quando vedo che l’approccio e l’accanimento della curiosità che ho sempre avuto lo rivedo in Luca. La stessa emozione davanti a certi strumenti di rame o di legno che fossero. Le stesse domande. Mi fa felice pensare che non facevo domande da pazzo, o meglio che almeno siamo in due a farle.
Indaghiamo la storia degli alambicchi e dei marks e le varianti di ognuno. Materiale importantissimo, vitale direi. 

Ogni Rum della Guyana Britannica è un Rum Demerara. Fino al 1976 le distillerie nel paese erano circa 200, poi si sono ridotte a poche decine, poi solo a una, la Diamond Distillery. Questa incorpora a sé molti degli alambicchi che erano nei vecchi siti. La DDL produce ancora da questi alambicchi e denomina con il nome dell’alambicco il rum prodotto. Per questo abbiamo i vari Enmore, Albion, Uitvlugt, Blairmont, Rose Hall, Diamond, Versailles ecc. Già ai tempi ognuno di questi rum aveva un mark di riconoscimento, una sigla EHP, A, ICHB ecc con cui si riconoscevano. La differenza tra alambicco usato e marks è che alcuni rum (marks) sono prodotti con lo stesso alambicco ma con procedimenti differenti, ad es: con l’alambicco French Savalle della DDL, che non ha nemmeno un suo nome, si producono diversi Rum tra cui Blairmont e Albion con processi differenti. Il mark definisce pertanto il rum non l’alambicco. Inoltre alcuni rum posso avere due varianti e avranno quindi due diversi marks: come ad esempio Enmore che poteva essere fatto normale o light, e quindi si chiameranno EHP oppure ELCR. 

Torniamo alla vita vissuta, ai coloratissimi mercati di Georgetown, alle spettacolari foto nel mercato del pesce e in giro per strada, ai gorilla della DDL che provavano a proteggerci contro la voglia di perdersi tra la folla. Quando c’è il sorriso e l’approccio da pari non c’è niente da dover proteggere. E’ il giocare a perdersi di cui si parlava all’inizio. E’ un gioco. Il viaggio è un gioco. E la vita è un viaggio.

Le ultime 48 ore? Un po meno divertente come viaggio, la LIAT (compagnia aerea che fa da autobus nei Caraibi, acronimo di Lost In Another Terminal, o se preferite Leave Island Another Time , in autentico mood caraibico, cancella , posticipa e ricancella i nostri voli. Luca ne approfitta per mostrare ai caraibici la morfologia della Antille e per divertirli a spiegare dove ci dovremo trovare di lì a poco, e senza possibilità di fumarsi una sigaretta per un’ intero giorno ci troviamo a Trinidad, Barbados, Saint Lucia, Antigua e Guadalupa. Ci va male?

 Daniele Biondi