Dopo l'inaugurazione ufficiale, avvenuta venerdì 26 alla presenza di autorità, invitati, giornalisti e TV, finalmente l'apertura al pubblico…
…E che pubblico! Migliaia e migliaia di appassionati di cose buone da mangiare e da bere hanno preso letteralmente d'assalto la struttura creata e voluta da Oscar Farinetti, il dinamico, “patron”, che ora gongola sotto i baffi.
Al sabato sera scaffali desolatamente vuoti, niente più pasta di Gragnano, farine biologiche, vino sfuso.
I fornitori più vicini hanno dovuto fare gli straordinari di domenica mattina, consegnando quello che avevano: i buchi sembravano riempiti, ma la sera stessa scena e meno male che lunedì è il giorno di chiusura per turno.
Ma non turno di riposo, per i dipendenti: tutti in riunione plenaria dal mattino, per correggere i piccoli e grandi, e inevitabili, disguidi; per migliorarsi e migliorare già da subito, perché il trend sembrerebbe da mozzare il fiato: il tam tam e il passaparola porteranno per il fine settimana un'altra marea di visitatori.
Così, mentre i fornitori continuavano a rifornire nei limiti delle loro scorte, la famiglia Farinetti ha tirato i primi conti: 1.400 coperti negli 8 ristoranti tematici e la decisione, immediata, di assumere “a la volèe” altri 40 dipendenti.
La ragione del successo?
I centri commerciali, troppo affrettatamente definiti “non luoghi”, si stanno trasformando in “luoghi”: di incontro fra giovani, di aria un po' più pura rispetto a quella che si respira in città, di aria condizionata nella calura estiva. Quindi andiamo a passarci qualche ora, ci sono i bar, il self-service, i gelati e i dolci; poi riempiamo la borsa della spesa e torniamo a casa: non ci siamo stati poi male.
Eataly ha tutto questo e in più tutto quello che i centri commerciali non hanno: la qualità assoluta di ogni prodotto esposto con a monte una selezione esasperata basata esclusivamente sulla ricerca della qualità stessa, dal pane al formaggio alla carne al pesce alla frutta alla verdura alle spezie all'acqua minerale alla birra al vino.
Per me non è un “luogo”, è un'oasi in mezzo al deserto, è una magia, penso che ci passerò molte ore del mio tempo libero acquistando prelibatezze a prezzo giusto e non reperibili altrove.
Ho posteggiato davanto all'Art + Tech e ho visto gente dal volto triste che usciva dal supermercato di fronte ad Eataly con i carrelli della spesa; ho buttato un occhio, cose e marche note e patetiche. Poi ho seguito i carrelli che, in tarda serata, si avvicinavano alle casse di Eataly per assolvere la formalità del pagamento e ho visto gente allegra, coniugi che si parlavano e si sorridevano, gruppi di bei giovani con la loro spesa giovane, di birre artigianali, e ho pensato di ringraziare Oscar Farinetti di aver creduto ciecamente in un progetto, di averlo realizzato e di aver avuto ragione.
mb